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Industria dell’auto USA penalizzata dalla guerra di Trump, da Detroit arriva un grido d’allarme

Il conflitto nel Golfo ha creato conseguenze pesanti in tutto il mondo. Anche negli Stati Uniti, che pure hanno dato il via alle tensioni in Medio Oriente. Infatti gli americani stanno pagando prezzi esorbitanti per il carburante, e intanto l’industria dell’auto lancia da Detroit un grido d’allarme per problemi relativi alla produzione.

Cosa accade all’industria dell’auto USA

mercato dell'autoLe radici dei problemi dichiarati dalle grandi aziende dell’industria dell’auto USA nascono soprattutto dalla chiusura dello Stretto di Hormuz. Il blocco di questo passaggio ha ridotto la disponibilità di carburante in tutto il mondo, spingendo l’export di petrolio statunitense a livelli record.

Ma intanto i prezzi del carburante sul mercato interno continuano a salire. Un gallone di benzina costa in media 1 dollaro più rispetto a prima dello scoppio della guerra, mentre il gasolio è aumentato di quasi 2 dollari.
Ma al tempo stesso, la chiusura di Hormuz ha provocato uno shock sul mercato delle materie prime, che sta creando danni all’industria dell’auto USA. A questo si aggiunge il fatto che il mercato dei veicoli elettici USA sta già scontando problemi creati da Trump.

Crescono i costi, si riducono i margini

Nel settore automobilistico sono infatti schizzati alle stelle i prezzi di alluminio, plastica e vernici. Secondo le principali case automobilistiche americane (General Motors, Ford e Stellantis) l’aumento dei prezzi delle materie prime potrebbe costare 5 miliardi di dollari in più nella produzione.
In parte ciò costringerà loro ad una maggiore disciplina di bilancio, ma se il conflitto si protrarrà ancora a lungo i grandi colossi dell’auto dovranno tagliare gli sconti e aumentare i prezzi al dettaglio, visto che i loro margini di profitto sono già ridotti.
Il grido d’allarme delle case automobilistiche di Detroit, la culla dell’automotive USA, resta forte nonostante Trump stia cercando di proteggere il settore con nuovi dazi alle importazioni dall’Europa.

Il boom dell’alluminio

Tra le materie prime critiche, il problema principale riguarda soprattutto l’alluminio, metallo che serve principalmente alla carrozzeria. Il prezzo al London Metal Exchange è cresciuto del 16% dall’inizio della guerra, con l’indicatore ATR che esprime la volatilità schizzato rapidamente in alto. L’industria dell’auto USA stima che l’impatto sul costo medio di ogni veicolo potrebbe oscillare tra 500 a 1500 dollari.

…gli altri problemi

Ma anche l’incremento dei prezzi del petrolio e del gas sta incidendo sull’industria automobilistica americana. Infatti spinge al rialzo i prezzi di un’ampia gamma di componenti, dalle finiture alle vernici per interni fino ai pneumatici in gomma.
A tutto questo bisogna poi aggiungere anche il problema dei chip a semiconduttori. Infatti i grandi produttori stanno indirizzando la loro capacità produttiva verso le esigenze dei Data Center e l’intelligenza artificiale. Acquisire chip diventa quindi sempre più costoso per le case automobilistiche, che prima o poi dovranno trasferire questi maggiori esporsi sui consumatori.

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