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Tassi di interesse BCE, i governi in pressing per una pausa

Nel meeting di politica monetaria dello scorso luglio, la BCE decise di alzare ancora i tassi di interesse per 25 punti base, portando così il costo del denaro al 4,25%, il livello più alto dall’ottobre 2008.
Adesso però i governi sembrano orientati a dire basta.

La Eurotower e i tassi di interesse

tassi di interesse bceAlla fine dell’ultimo meeting, la presidente della BCE Christine Lagarde ha lasciato il futuro avvolto nel dubbio. Disse che c’era la possibilità di un ulteriore rialzo a settembre, così come c’era la possibilità di una pausa nel ciclo di strette. Tutto può essere quindi, in questa partita dove i dati macroeconomici saranno la vera stella polare dell’Istituto di Francoforte.

Governi preoccupati

Questa situazione di incertezza comincia a piacere sempre meno ai governi europei, perché la lotta contro l’inflazione combattuta a suona di rialzi dei tassi di interesse (finora sono nove consecutivi in 12 mesi, per un totale di 425 punti base) sta rendendo sempre più pesante la marcia dell’economia. Il rischio recessione è sempre dietro l’angolo, e la Germania già si trova in recessione tecnica, perché dopo il -0,5% nell’ultima parte del 2022, ha registrato un altro risultato in rosso, questa volta dello 0,3% (fonte dati Pocket Option). A questo si aggiungono i recenti timori innescati dalla situazione cinese.
Per questo motivo, in vista del prossimo meeting del 13-14 settembre, i governi hanno alzato il livello del pressing sulla BCE.

Sul filo dell’equilibrio

Lo scenario in cui si trova a dover agire la BCE è certamente complesso. La priorità istituzionale è quella di riportare l’inflazione verso l’obiettivo del 2%, ma finora gli indicatori che anticipano il trend non vanno così veloci come sperato.
Tuttavia al tempo stesso la Eurotower non può ignorare i messaggi di sofferenza che arrivano dall’economia. Potrebbe alzare ancora i tassi di interesse, oppure allungare il lasso di tempo che ci separa dal momento in cui comincerà a tagliarli.

Vedute divergenti

All’interno della stessa banca centrale però le vedute sono disomogenee, perché i falchi del Nord Europa non intendono cedere alla pressione dei governi. Sulla possibilità che ci sia un ulteriore stretta anche a settembre scommettono gli economisti intervistati dadi Bloomberg, ma probabilmente per avere qualche indicazione in più bisognerà aspettare il tradizionale simposio dei banchieri centrali a Jackson Hole di fine agosto.

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