Sulla crescita globale continuano a pesare le incertezze economiche e le turbolenze geopolitiche, che rischiano di avere effetti persistenti sul sistema economico internazionale. Malgrado si lavori ai negoziati per attutire la battaglia delle tariffe cominciata da Trump, le relazioni commerciali hanno subito un deterioramento di cui effetti saranno sicuramente duraturi.
Il danno generalizzato provocato dalle tariffe
In questo 2025 il rallentamento economico dovrebbe essere generalizzato, perché le tariffe commerciali alla fin fine penalizzano tutti. Paradossalmente, chi potrebbe uscire con le ossa rotte sono proprio gli Stati Uniti, dove il PIL del 2025 è previsto all’1,2%.
In Europa invece la crescita dovrebbe fermarsi poco sotto, all’1,1%. La Cina invece dovrebbe continuare a vivere un periodo di difficoltà, visto anche l’indebolimento della domanda esterna.
La questione inflazione
Il problema più gravoso degli ultimi anni è stato senza dubbio il forte rialzo dell’inflazione. La guerra delle tariffe voluta da Trump potrebbe innescare una nuova fiammata dei prezzi, con rischi significativi sulle catene di approvvigionamento e sul mercato del lavoro. Questo potrebbe avvenire in particolare negli Stati Uniti, mentre in Europa il rafforzamento dell’euro e i prezzi dell’energia in calo potrebbero invece attenuare se non addirittura eliminare questo pericolo.
Le politiche monetarie divergenti
Come si può comprendere, lo scenario del 2025 sembra fare emergere l’Europa come la vincitrice relativa nell’economia globale. Questo si riflette anche nella traiettoria divergente delle banche centrali. Federal Reserve e BCE dovrebbero muoversi in modo asimmetrico, perché mentre l’istituto di Washington manterrà una certa cautela e potrebbe tagliare i tassi solo una o due volte quest’anno, mentre la Eurotower invece già sta tagliando il costo del denaro da tempo (per dati macro aggiornati si veda Pocket Option Italia) e potrebbe portarlo al 1,75% entro fine anno.
I riflessi sul mercato
Anche se il mercato statunitense sta evidenziando dei segnali di stabilizzazione, dopo diverse settimane di grandi difficoltà, l’incertezza politica e il quadro economico fragile fanno pensare che molti capitali verranno dirottati verso l’Europa, dove invece le valutazioni dei titoli azionari sembrano ancora scontate e la politica fiscale potrebbe agevolare il mercato. Diversi broker Stp Ecn si stanno già muovendo in questa ottica.
Per quanto riguarda l’obbligazionario, la forte pressione sul debito statunitense spingerà ancora i rendimenti dei Ttreasuries, ma comunque i titoli di Stato tedeschi stanno aumentando di interesse come alternativa, anche per via di una BCE più accomodante.