Un romanzo nato di notte, nel confine sottile tra coscienza e sogno. “Sharia – Il viaggio verso la vita” non è solo una storia, ma un percorso simbolico che intreccia memoria, spiritualità e archetipi universali. Con Sara Galea scopriamo come la scrittura possa diventare cura e trasformazione.

Ciao, Sara. Da dove nasce l’ispirazione per il romanzo “Sharia – Il viaggio attraverso la vita”?
Innanzitutto ciao…
Sharia, il viaggio verso la vita, è nata da un sogno. Una notte di tanti anni fa, mi sono svegliata con gli occhi ancora pieni di immagini scossa da una presenza intensa. In quel sogno, un personaggio mi ha parlato, mi ha chiesto di scrivere questo libro, non per pubblicarlo, non per farne un’opera, ma per me stessa, per attraversare la mia vita da un altro punto di vista, per trasformare il dolore in consapevolezza, per esorcizzare e alleggerire ciò che si era cristallizzato nel tempo. Mi ha chiesto di viverlo come una palestra, un rito, una cura. Solo dopo, se avessi sentito che era il momento giusto e la cosa giusta da fare, avrei potuto condividerlo, e quel giorno è arrivato un anno fa. Oggi Sharia, il viaggio verso la vita è diventato un ponte tra chi lo legge e se stesso, uno strumento per chi sente il desiderio di attraversare le proprie tempeste con occhi nuovi. È un libro che consola, che risveglia, che accompagna. A scanso di ogni fraintendimento, vorrei dire una cosa: Sharia è sì un romanzo, ma prima di tutto è un percorso. Uno strumento, attraversato da informazioni che spaziano dalla spiritualità alla religione, dalla meccanica quantistica a verità più sottili che si possono intuire tra le righe. Mi preme dire che il libro non è nato da un progetto editoriale, né da una mappa mentale, né da uno schema narrativo. Non ho mai “deciso” cosa scrivere. Non mi sono mai seduta alla scrivania, per costruire una trama, questo libro mi è stato chiesto in sogno, e mi è stato chiesto di scriverlo solo di notte, svegliandomi spontaneamente. Mai di giorno. Mi svegliavo tra le due e le tre del mattino, accendevo il computer e cominciavo a scrivere. Le parole fluivano, come se la mia mente diventasse un semplice strumento al servizio di qualcosa di più grande. Era l’anima a dettare, io semplicemente trascrivevo. La cosa incredibile è che, il giorno dopo, non ricordavo nulla. Nemmeno oggi, dopo tante riletture, dopo averlo raccontato in mille modi, non riesco a ricordare ciò che c’è scritto dentro ogni singolo capitolo È come se l’avesse scritto un’altra parte di me. Quella più profonda. Quella che di solito tace, e che in quelle notti ha trovato voce.
I due fratelli gemelli, che rappresentano polarità opposte, sono figure molto simboliche. Cosa rappresentano per te la razionalità e l’intuizione?
Innanzitutto vi ringrazio per aver colto la vera essenza di Wolfgang e Jack. Spesso questi due personaggi vengono fraintesi, ridotti a figure funzionali a un intreccio amoroso. C’è chi li immagina come i vertici di un triangolo sentimentale. Ma non è così. ShARiA il viaggio verso la vita non è un romanzo d’amore, è un percorso simbolico, un viaggio dentro l’essere, e Wolfgang e Jack rappresentano le due forze centrali che agiscono in ognuno di noi: le polarità interiori. I due fratelli sono figure archetipiche. Non incarnano solo due personalità, ma due energie universali, opposte e complementari: il femminile e il maschile interiori. In una lettura più profonda, per chi conosce il linguaggio del corpo umano e delle neuroscienze, queste due polarità risiedono nei nostri emisferi cerebrali: l’emisfero destro, intuitivo, creativo, ricettivo ed emotivo, è connesso al femminile. L’emisfero sinistro, più analitico, razionale, logico e orientato all’azione, è connesso al maschile. Cosa rappresentano per me?
Tutto.
Non si può vivere pienamente senza diventare consapevoli del fatto che dentro di noi coesistono più dimensioni, e che queste parti hanno bisogno di comunicare, di integrarsi. Il femminile immagina, sente, riceve visioni interiori. Il maschile le struttura, le organizza, le porta nel mondo. L’uno genera il sogno, l’altro costruisce il ponte per raggiungerlo. Questa sinergia è fondamentale. Chi lavora, come me, nel campo del coaching, sono una personal life and business coach, conosce bene l’importanza di unire intuizione e strategia, perché è solo quando ascoltiamo profondamente ciò che ci piace, ciò che amiamo, ciò che siamo nati per fare, che possiamo poi tradurlo in un percorso concreto, quotidiano, fatto di azioni coerenti con la nostra essenza. Queste due polarità, però, non esauriscono la complessità dell’essere umano, ci sono altri livelli che, in psicologia, vengono definiti coscienza, subconscio, inconscio e supercoscienza. Nel linguaggio spirituale diventano anima, spirito, campo energetico, guide interiori, e nella fisica quantistica sono osservabili come frequenze, potenziali, vibrazioni, collassi di realtà. Tutto è collegato. In Sharia il viaggio verso la vita ogni capitolo accompagna il lettore dentro queste connessioni profonde. Ciò che sembra solo narrativa è, in realtà, un codice. Ogni parola è un varco. Ogni scena è una soglia, e più si entra nella storia, più si svela ciò che stava già dentro. Non è un libro da leggere soltanto, è un libro da attraversare. Un libro che ti legge mentre lo leggi, che ti riconsegna a te stesso, pagina dopo pagina. Questa è la verità che ho scritto, vissuto e raccolto, e chi saprà ascoltare tra le righe, troverà la propria.
Il romanzo è nato da una voce interiore, ventuno anni fa. Come hai vissuto quella chiamata creativa? E come ha guidato il tuo processo di scrittura?
In effetti, quello che posso dire è che in quel momento non ho vissuto il risveglio da quel sogno come una “chiamata creativa”. L’ho vissuto come avrebbe potuto viverlo chiunque si svegli nel cuore della notte con un sogno ancora negli occhi, e si ritrova, quasi senza pensarci, a volerlo seguire. La mattina dopo, infatti, ho fatto le mie cose quotidiane, poi ho acceso il computer, ho aperto un file Word, messo il titolo che mi era stato dettato nel sogno, Sharia il viaggio verso la vita e ho provato a scrivere, senza però riuscirci. Il nulla, non una frase. La mente cosciente sembrava non avere accesso a quel flusso. Così ho chiuso tutto e sono andata avanti con la giornata. Quella notte stessa mi sono svegliata con l’istinto di andare al computer, così ho fatto: ho acceso tutto e ho iniziato a scrivere, ovviamente questo non succedeva sempre, perché questo libro l’ho scritto in quindici anni e, se avessi scritto tutte le notti, avrei evidentemente scritto l’enciclopedia Treccani, ma così non è stato. Accadeva che mi svegliavo alcune notti, poi magari non succedeva per un mese o per un anno, e quindi tutto andava, fluiva, secondo come natura voleva. Quanto al processo di scrittura, non sono stata io a guidarlo, è stato lui a guidare me, non ero io a decidere quando scrivere, non era il mio razionale a dover guidare quest’opera, mi svegliavo nel cuore della notte, accendevo il computer e scrivevo. Le parole fluivano mentre la mente era ancora letargica, e io lasciavo che scorressero. Forse ho guidato il processo non guidandolo. Semplicemente restando in ascolto e lasciando che le parole arrivassero, libere, senza forzarle in una direzione.
Hai già in mente qualche progetto per il futuro?
Sì, assolutamente sì. Ho più di un progetto per il futuro. Uno è legato all’ambito politico, ma su questo preferisco non anticipare nulla. Lascio che maturi nel silenzio, come è giusto che sia per certe visioni ancora in divenire. Poi ho scritto altri tre libri, due dei quali sono ancora in lavorazione. Sto lavorando su due file distinti, perché una peculiarità che mi contraddistingue è proprio questa: la mia scrittura è creativa, libera, non costruita a tavolino, quindi a seconda di come mi sento, seguo il flusso e vado in quella direzione. Il libro già completato si intitola Aurora e la magia dei colori del cuore. È nato come una favola per bambini, ma si è trasformato in una favola per grandi. Racconta il viaggio di Aurora, una bambina che vive i suoi nove mesi nel ventre materno, e mentre il corpo cresce la sua anima inizia a viaggiare. Questi viaggi, apparentemente immaginifici e fantastici, sono in realtà attraversamenti simbolici nei valori umani, nelle emozioni, nelle dimensioni interiori. Il libro non ha alcuna ambizione di insegnare, ma desidera offrire una chiave di lettura sulla vita e sugli strumenti interiori che ci servono per viverla. Quando ho iniziato a scrivere Aurora e la magia dei colori del cuore, volevo che fosse una storia per bambini piccoli, ma, alla fine, mi sono resa conto che era diventato altro: un testo profondo, intenso, ma popolato da personaggi come Babbo Natale, Alice nel Paese delle Meraviglie , gli unicorni, e altri ancora. C’è davvero tanta roba dentro. Così ho deciso di creare anche una versione facilitata, pensata per i bambini più piccoli, dai tre sei sette anni circa, e così è nata La bolla magica di Aurora, una versione breve e semplificata della favola principale. Questa contiene anche nove illustrazioni, più la copertina, tutte realizzate da me, perché ho un amore profondo anche per il disegno. Al momento, entrambi i testi, sono stati inviati a due case editrici. Se ad una delle due case piaceranno, saranno loro a decidere se pubblicarli insieme, come un pacchetto unico, o come due libri separati. Quanto ai due progetti ancora in scrittura:
il primo è una storia d’amore, La Mandormellata il sapore dell’amore, una storia molto particolare che racconta la storia di una scrittrice che scrive la storia d’amore di una scrittrice che scrive la storia d’amore di un’altra scrittrice. Le storie ad un certo punto, si intrecciano e, insieme all’autrice, si ritrovano a non sapere più chi sta scrivendo cosa, realtà e fantasia si confondono. Nasce così un libro ironico, romantico, divertente, anche tragico, ma con una chiave di lettura profonda. Viene esplorato il rapporto uomo-donna, con particolare attenzione alla paura, spesso presente nelle donne, di essere usate. È un testo leggero e intelligente, che fa sorridere ma lascia il segno. Il secondo progetto è Il Monopoli Cosmico, un’analisi critica dell’essere umano nella società contemporanea. Se Sharia il viaggio verso la vita è nato dall’anima, Il Monopoli Cosmico nasce da una riflessione più analitica, da quella parte di me che potrei definire Sara Coach. Comunque credo di poter dire che a partire da Sharia il viaggio verso la vita, mente, cuore e anima hanno iniziato a scrivere insieme, mettendo ognuno il proprio, e forse la mia scrittura risulta viva, vivace e toccante, proprio per questo. Grazie.