Dopo che per diverse settimane il prezzo dell’oro era rimasto imprigionato in uno stretto range tra i 2000 e 2050 dollari per oncia, è arrivato uno strappo improvviso che ha portato il metallo prezioso verso un nuovo record storico. A inizio marzo la quotazione del gold metal è giunta oltre 2150 dollari per oncia, realizzando il terzo guadagno settimanale consecutivo.
Ma cosa succederà adesso?
Lo scenario per il prezzo dell’oro
Quello che sta succedendo in queste prime settimane del 2024 è una prosecuzione del rally che è cominciato nel corso del 2023. Lo scorso anno la marcia del prezzo dell’oro è avvenuta grazie alle tensioni geopolitiche e alla crisi economica.
L’ultimo impulso invece è scaturito dall’indebolimento del dollaro statunitense (che è la valuta base per gli scambi del metallo prezioso), perché si approssimano i tagli ai tassi di interesse da parte della Federal Reserve, dopo la crescita annuale dell’inflazione più piccola in quasi tre anni.
La questione geopolitica
Ma il prezzo dell’oro rimane tonico anche e soprattutto a causa della situazione geopolitica assai turbolenta, che finisce chiaramente per aumentare la domanda di beni rifugio. La tensione in Medio Oriente rimane molto elevata, mentre negoziati di pace continuano ad essere un buco nell’acqua. Gli investitori temono sempre che il conflitto possa da un momento all’altro allargarsi, e quindi cercano rifugio nei safe haven.
Le prospettive
Dal punto di vista dell’analisi tecnica, il breakout dal range potrebbe concretizzarsi ancora in forte dinamica rialzista. Secondo gli analisti Citigroup, il prezzo dell’oro rimarrà al di sopra dei 2000 dollari per tutto il primo semestre di quest’anno, ma potrebbe spingersi anche oltre 2.250 dollari nel secondo semestre, toccando così i nuovi record.
In particolare gli analisti ritengono che il prezzo dell’oro possa ricevere una grande spinta dagli acquisti effettuati dalle banche centrali. Da un bel po’ di tempo Infatti si sta consolidando la de-dollarizzazione delle riserve da parte delle banche centrali, in special modo quelle di alcuni paesi emergenti (primi fra tutti Cina e Russia). Questa tendenza ha portato ad acquisti record che potrebbero ulteriormente crescere nel prossimo futuro.