Pubblicità

Prezzo del caffé, si rischia lo shock per la crisi produttiva in Brasile e le regole UE

Il mercato del caffé sta vivendo una fase molto delicata, perché da un lato la produzione in Brasile è in calo mentre le regole sulla deforestazione dell’Unione Europea potrebbero frenare le forniture. Questo mix di fattori sta spingendo il prezzo del caffé Arabia su livelli che non si vedevano da anni. Con ripercussioni anche sui consumatori finali.

I driver del prezzo del caffé

cafféLa situazione produttiva in Brasile è resa difficile dal clima. La siccità, le piogge sparse e poco distribuite, unitamente alle elevate temperature durante le fasi di sviluppo dei frutti, hanno ridotto le rese inizialmente previste. Per questo motivo la CONAB (Companhia Nacional de Abastecimento), stima che la la produttività media nazionale sarà 28,8 scs/ha, inferiore dell’1,9% a quella ottenuta nel raccolto 2023.

Arabica in calo mentre la domanda cresce

La situazione più complicata riguarda il Minas Gerais, il principale produttore di caffè Arabica del Brasile, che sarà responsabile della raccolta di 27,69 milioni di sacchi di questa specie. Qui si verificherà una riduzione del 3,4% rispetto al raccolto precedente (fonte dati Pocket Option Italia).
La varietà Conilon subirà un taglio produttivo del 6%.

Questo accade mentre l’export di caffé brasiliano continua a crescere. Ad agosto il volume era arrivato a 32,1 milioni di sacchi da 60 chili di caffè, ossia il 40,1% in più rispetto allo stesso periodo del 2023. Se anche nell’ultimo spicchio di anno le esportazioni rimarranno elevate, il Paese potrebbe superare il record registrato nel 2020, quando furono spediti 43,9 milioni di sacchi da 60 chilogrammi.

Squilibrio domanda-offerta

Uno scenario di offerta limitata mentre la domanda resta elevata, finisce per mettere sotto pressione le scorte globali e innescare la crescita del prezzo del caffé. Ecco perché sul mercato i futures sono stati scambiati sopra i 2,80 dollari per libbra, superando la media mobile 200 periodi (EMA200) che descrive l’andamento nel lungo termine, attestandosi attorno ai livelli più alti dalla metà del 2011.

Ma la spinta al prezzo del caffé Arabica arriva anche da un ulteriore fattore. Il regolamento sulla deforestazione dell’Unione Europea è stato rinviato di un anno, e questo potrebbe frenare le forniture di caffè da paesi come Brasile e Indonesia, dove si verifica la deforestazione.

Pubblicità

Informazioni sull'ente

Segnala un problema con questo comunicato

Almeno venti caratteri. Se segnali dati personali, indica quali.