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Mercati, ecco perché lo zucchero preoccupa gli Stati Uniti

Rispetto ai massimi record che sono stati registrati durante l’estate del 2023, l’inflazione è senza dubbio diminuita. Nonostante questo, le banche centrali hanno continuato a evitare di tagliare i tassi di interesse, cosa che invece davano per certi i mercati. Osservando i dati macroeconomici si può capire perché la prudenza degli istituti centrali, a cominciare dalla Fed, sia più che giustificata.

Cosa dovrebbero guardare i mercati

zuccheroIl rimbalzo dell’inflazione che c’è stato il mese scorso ha raffreddato un po’ gli entusiasmi dei mercati, che tuttavia avrebbero potuto cogliere dei segnali in tal senso già da diverso tempo, perché gli indicatori di inversione trend non erano così tanto solidi come si riteneva.
Negli Stati Uniti il costo di una dozzina di uova è cresciuto all’inizio di quest’anno, così come è cresciuto il prezzo del caffè, ma soprattutto quello dello zucchero. Queste tre materie prime vengono definite soft commodities, perché vengono coltivate anziché estratte.

Lo zucchero come fonte di preoccupazione

Nell’ambito delle soft commodities, un ruolo di primo piano riveste senza ombra di dubbio dello zucchero, perché praticamente è utilizzato ovunque.
L’anno scorso i prezzi di questo prodotto agricolo raggiunsero il massimo di 12 anni, mentre l’inflazione generale si andava raffreddando. Il fatto è che le condizioni di produzione non sono ottimali, e questo si riflette sui mercati.

Cosa sta accadendo alla produzione

I due maggiori produttori globali sono Brasile e India, che messi assieme fanno oltre il 40% della fornitura mondiale di zucchero. A causa delle condizioni climatiche avverse (principalmente dovuti a El Niño), entrambi i Paesi vedranno probabilmente una drastica riduzione del loro raccolto. Ma una situazione difficile l’ha vissuta anche la Thailandia, che fa parte della top five dei produttori globali.

Il calo delle forniture globali di zucchero ha finito per spingere i prezzi verso l’alto. Da agosto 2020 la quotazione è più che raddoppiata passando da circa $ 0,10/libbre a oltre $ 0,20/libbra, dopo aver superato un doppio massimo che sembrava invalicabile.
Infatti a fronte di una produzione in calo, la domanda è rimasta persistentemente alta. Gli esperti prevedono che per il 2024 la situazione non migliorerà, perché le quantità destinate all’esportazione saranno ancora ridotte. A causa di questa dinamica, si prevede che i prezzi dello zucchero continueranno ad aumentare nel 2024, probabilmente fino al 20%.

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