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Kathuscia: una storia personale che diventa universale

Con «Il bicchiere mezzo pieno», l’autrice racconta il suo percorso umano con lucidità e cuore. I viaggi, le radici, la scrittura come terapia: tutto converge nella narrazione di una trasformazione autentica. In questa intervista, condivide pensieri, conquiste e fragilità, mostrando quanto valore può avere una voce che si libera.

La tua storia dimostra che dal dolore può nascere una nuova consapevolezza. C’è stato un momento preciso in cui hai percepito questa svolta?

Si, ci sono stati diversi episodi ma uno in particolare è stato determinante. Quando ho affrontato l’omicida di mio padre in aula. Li ho compreso ed ho sentito una nuova forza, la capacità di vedere un risvolto positivo.

Nel libro affronti temi come identità, memoria e rinascita. Quale di questi senti più urgente da condividere con chi sta attraversando un periodo difficile?

Sono tutti e tre parte integrante della mia vita ma vorrei esprimere quanto sia importante il ricordo continuo di chi ha lottato a costo della morte per i propri diritti. È una trama fitta che tocca diversi punti. Voglio concentrarmi su quanto sia necessario tenere viva la memoria di chi è stata vittima, di un sopruso, un femminicidio. È nostro dovere mantenerli in vita per trovare in loro, un monito per continuare a vivere pienamente.

Il detto “Parti nicu e arrivi ranni” ti accompagna da sempre. In che modo senti che ha guidato il tuo percorso personale e professionale?

Fin dalla nascita, già da bambina ho dovuto affrontare problematiche importanti. Nell’adolescenza ho raggiunto l’apice della sofferenza che mi ha portato a credere che la mia vita fosse destinata a traguardi mai raggiunti e a insuccessi. In età adulta invece è cambiata la mia visione. Ho raggiunto obiettivi prefissati in giovane età ed ho acquisto maggiore consapevolezza della mia forza. Sono rinata dalle ceneri un po’ come la fenice. Ora, sono fiera di me ed ho imparato a volermi bene.

Se dovessi scegliere una sola frase del tuo libro che rappresenta la tua essenza, quale sarebbe e perché?

Chiamo in causa mio padre, mi diceva sempre:. <<Ricordati che nulla ti è dovuto, tutto va guadagnato>>. In effetti rappresenta ciò che ho fatto, non ho mai accettato scorciatoie e sono orgogliosa di tutte le mie conquiste. Mantengo questa integrità in ogni cosa che faccio.

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