Il nuovo libro di Giacomo De Rosa è una riflessione potente sulla solitudine, sulle dipendenze e sulla possibilità di salvarsi. Giona, protagonista controverso e feroce, crolla sotto il peso del vuoto e tenta una lenta risalita. Un’intervista intima, profonda, che ci porta dentro l’essenza di questo racconto crudo e necessario.

Giacomo, è un piacere averti qui. Come hai scelto il titolo del libro “Non c’è nero nell’arcobaleno”?
Il mondo è a colori, spesso pensiamo di vivere a colori accorgendosi poi magari troppo tardi, che i colori erano solamente fuori, ma dentro stavamo guardando la vita con cupe sfumature di nero.
Giona è l’emblema di ciò, un uomo che ha tutto, denaro, potere e donne , ma che fuori dal suo contesto, cade nel baratro della solitudine e del vuoto.
Cosa pensi della realtà dei lavori socialmente utili?
Questo è un tema che mi sta a cuore, in quanto, fuori da ogni inclinazione politica, da l’opportunità di rieducare e di proiettare, chi ha commesso errori verso la redenzione, sono convinto che il modo migliore per riabilitare un detenuto sia il lavoro. Trovo inaccettabile dare vitto alloggio a chi ha commesso reati gravando sulle spalle dei contribuenti che guadagnano lavorando duramente.
Che valore ha l’amore all’interno della tua vita?
L’amore è l’energia trainante per ogni cosa, amore per il lavoro, amore per il proprio cane, amore per lo sport, amore per la vita e, soprattutto amore per la persona con la quale condividiamo una parte o tutta la nostra vita, senza amore penso non possa esserci un’esistenza degna di essere vissuta.
Credi che il percorso di redenzione sia possibile per tutti? Perché?
Il riscatto dai propri errori penso sia un diritto di nascita per ogni essere vivente, non esiste persona che non possa salvarsi.
Ogni cellula del nostro corpo è stata concepita per imparare dagli errori ed evolversi, arriviamo tutti da sbagli, è proprio grazie a loro che siamo oggi quello che vediamo allo specchio.
Ogni uomo o donna è il frutto di ciò che pensa, per cui l’unico limite che può bloccare il nostro percorso di redenzione è solamente la nostra mente.