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INTERVISTA- “L’ultimo arcano”: la verità nascosta secondo Alessandro Benati

Nel romanzo «L’ultimo arcano», Alessandro Benati affronta temi universali come il dolore, la memoria e la ricerca del senso. Ispirandosi alla simbologia dei Tarocchi e alle esperienze personali, lo scrittore costruisce una storia densa di introspezione, dove ogni capitolo diventa una tappa del cammino spirituale umano.

Bentrovato, Alessandro. Nel libro emergono temi forti come l’amore perduto, la menzogna e il ricatto. Come hai scelto di rappresentare queste dinamiche senza cadere nel cliché?

In una battuta, ho evitato di dare giudizi, ovvero fare in modo che i personaggi ne dessero. Senza svelare troppo della trama, perché fa parte della suspence, il protagonista né durante il viaggio, né dopo aver trovato Laura e averle quindi esposto i termini dell’eredità, dà alcun giudizio su Andrea. Così come su Laura. Questi temi fanno parte purtroppo della vita quotidiana, nelle famiglie, negli ambienti di lavoro, nelle dinamiche di coppia…e pertanto li ho voluti inserire in maniera “fenomenologica”, con lo sguardo di chi stia osservando – per esempio – un fenomeno naturale come il tramonto, le stelle, ecc.

Il notaio Bordoni è descritto come una figura “virgiliana”. Puoi spiegarci il suo ruolo simbolico e narrativo nella storia?

Questo ruolo è emerso solo alla fine delle varie stesure, dopo che ho “sforbiciato” molti suoi interventi, che rischiavano di farlo apparire un grillo parlante assai pedante. È il prototipo del vero amico, a mio parere, capace di farsi da parte, di attendere e allo stesso tempo di stare attento a non esagerare con le aspettative. È infatti lui che presenta Caterina al protagonista, perché sa che da quell’incontro professionale non potrà che scaturirne del bene. Vede laddove il protagonista non vede o non vuole vedere. Questo è il senso in cui è una guida alla stregua di Virgilio con Dante.

Quanto pensi che l’ambientazione nelle Dolomiti e in particolare a San Vigilio di Marebbe contribuisca al tono emotivo del romanzo?

Be’, senz’altro molto. Crea un clima di sospensione del tempo adatto allo svolgersi di fatti che, come si vedrà, rimarranno in un certo senso chiusi in quella piccola ma stupenda valle, oltre che nei cuori di Laura e del protagonista.

Il karma è un concetto sottile ma importante in “L’ultimo arcano”. In che modo questo tema si riflette nelle scelte del protagonista?

Ho cercato di descrivere un’evoluzione interiore che porta il protagonista dalla concezione iniziale secondo la quale tutto è governato dal caso, a un punto d’approdo in cui ogni fatto apparentemente casuale, anche il più insignificante, può assumere un senso più ampio, se solo si apre la mente in maniera spregiudicata a concetti come il karma stesso, la reincarnazione e molti altri, che sono più “popolari” in Oriente che da noi, ma che stanno venendo gradualmente riscoperti anche in Occidente.

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