INTERVISTA- Arianna Pastorelli e “L’ultima figlia della Luna”, il risveglio dell’anima

Un romanzo sospeso tra realtà e sogno, dove introspezione e fantasia si intrecciano. Aurora è l’eroina fragile e potente che tutti possiamo essere. La scrittrice trentina svela i simboli, le emozioni e i percorsi che animano un racconto autentico nato dal contatto profondo con la natura e con sé stessa.

Nel libro si parla di ritorno alle origini e riconnessione con la natura. Cosa significa per te il rapporto con l’ambiente?

Credo che in questo mondo frenetico dove si va sempre di corsa ci sia un immenso bisogno di riconnettersi alla natura. Bisognerebbe cercare di rallentare e perdersi per un po’ in mezzo a paesaggi mozzafiato che hanno il potere di ricaricarci e rigenerarsi. Dovremmo ricordarci che noi apparteniamo alla natura e non viceversa.

Come hai costruito l’arco narrativo di Aurora e quali trasformazioni vive che senti vicine anche alla tua esperienza personale?

Aurora si è costruita una vita apparente perfetta per sfuggire ad un dolore che, per lei, sembrava troppo grande da superare. Ma una voce interiore la sveglia dal suo torpore e le indica la giusta direzione da prendere per giungere ad una nuova consapevolezza di sé e della sua vita. Ognuno di noi penso debba affrontare un momento così per evolvere e progredire nella crescita spirituale.

Il romanzo ha un forte legame con l’infanzia e la memoria. Che ruolo giocano questi elementi nel tuo processo creativo?

L’infanzia è la memoria sono un punto di partenza. Sono ciò da cui veniamo, le nostre origine e da lì bisogna partire per costruirsi e ricostruirsi.

In che modo la tua esperienza di educatrice ha influenzato la tua scrittura?

In realtà io ho sempre amato la scrittura, ancor prima di essere educatrice, scrivevo poesie e, successivamente, ho pubblicato due raccolte poetiche. Sicuramente dai bambini s’impara molto e potrei dire che mi sono lasciata influenzare dal loro modo di vedere le cose sempre con occhi sognanti e pieni di magia.

Hai deciso di auto pubblicare il libro. Cosa ti ha spinta verso questa scelta e cosa hai imparato da essa?

Questa scelta è stata un po’ obbligata in quanto ho ricevuto alcune proposte editoriale ma tutte avevano costi troppo elevati. Volevo vedere il mio romanzo pubblicato così ho scelto questa strada anche se non è sempre semplice vendere un libro senza una casa editrice che ti supporta. Ho imparato che è fondamentale fare promozione della propria opera.

Pensi che ci sarà un seguito della storia o un altro romanzo nello stesso universo?

Spesso ho immaginato un seguito al romanzo, ma ancora non ho scritto nulla in merito. Ho molte idee in testa e abbozzate qua e là.