Pubblicità

INTERVISTA- “Antiriciclaggio? Detto, fatto!”, l’esperienza sul campo di Annamaria Gallo

Dal successo del primo podcast italiano dedicato all’antiriciclaggio nasce un volume che diventa bussola per operatori e consulenti. Annamaria Gallo unisce casi reali e competenza normativa, offrendo uno strumento immediato per affrontare sfide complesse con un approccio pratico e consapevole.

 

Annamaria, è un piacere averti qui. “Antiriciclaggio? Detto, fatto!” occupa un ruolo importante all’interno della tua carriera?

Grazie a te per avermi invitata.

Direi che questo libro rappresenta il punto di arrivo di un percorso professionale lungo oltre vent’anni. Non è solo un prodotto editoriale per me, ma la sintesi di tutto quello che ho imparato, vissuto e sperimentato nel mondo bancario. È il modo in cui ho scelto di restituire alla comunità professionale tutto quello che ho ricevuto in questi anni.

Il libro ha anche segnato una svolta nella mia carriera: da quando è uscito, sono diventata un punto di riferimento per molti colleghi e questo mi ha aperto nuove opportunità di formazione e confronto. Ma soprattutto, mi ha dato la soddisfazione di vedere che il mio approccio pratico e concreto aiuta davvero le persone nel loro lavoro quotidiano.

Qual è stato il momento in cui hai capito che l’antiriciclaggio sarebbe diventato il suo ambito principale?

Qual è stato il momento in cui hai capito che l’antiriciclaggio sarebbe diventato il tuo ambito principale?

È successo gradualmente, grazie anche agli studi post-universitari che ho fatto e alla formazione continua. Il percorso è iniziato con la compliance in generale – mi sono sempre sentita portata per le materie che richiedono rigore e attenzione ai dettagli. Ma è stato quando ho iniziato ad approfondire l’antiriciclaggio che ho capito di aver trovato la mia strada.

Quello che mi ha davvero conquistata è stata la scoperta che questa materia non è affatto burocratica come molti pensano. Ho sempre apprezzato la logica, l’aspetto valutativo e non meramente procedurale dell’antiriciclaggio, e questo aspetto mi ha fatto appassionare profondamente.

Ricordo ancora quando ho capito che ogni operazione sospetta racconta una storia, che dietro ai numeri ci sono comportamenti umani da decifrare. Non si tratta solo di applicare automaticamente delle regole, ma di sviluppare una vera e propria capacità investigativa, di saper leggere tra le righe dei rapporti bancari di un cliente. È un lavoro che richiede intuito, esperienza, ma anche una solida base normativa.

Il momento della svolta definitiva è arrivato durante un master di specializzazione: mi sono resa conto che l’antiriciclaggio è un mondo in continua evoluzione, in cui le sfide sono sempre nuove – dalle criptovalute ai pagamenti digitali, dalle nuove tipologie di reato alle innovazioni tecnologiche. È questo dinamismo, unito alla possibilità di fare davvero la differenza nella lotta ai crimini finanziari, che mi ha convinta che questa sarebbe stata la mia specializzazione per tutta la carriera.

È una materia che non annoia mai: ogni giorno può presentare un caso diverso, un’interpretazione normativa da approfondire, una situazione anomala da valutare. E soprattutto, è un lavoro che ha un impatto sociale concreto – ogni volta che individui correttamente un’operazione sospetta, stai contribuendo a contrastare fenomeni criminali che danneggiano l’intera società

Il podcast è stato il trampolino di lancio per la scrittura del libro?

Assolutamente sì! Il podcast è nato dalla mia voglia di condividere esperienze e conoscenze in un formato più immediato e accessibile. Vedevo diversi colleghi in difficoltà con interpretazioni normative che magari a me sembravano normali dopo anni di esperienza.

Il successo del podcast mi ha fatto capire che c’era davvero fame di contenuti pratici e comprensibili sull’antiriciclaggio così è nata l’idea del libro, che potesse essere un vero e proprio manuale operativo da tenere sulla scrivania.

Che consigli vorresti dare a chi si sta approcciando per la prima volta alla materia?

Il primo consiglio è: non abbiate paura! L’antiriciclaggio può sembrare un mondo complicatissimo, ma in realtà si basa su principi logici e di buon senso. Iniziate sempre dal “perché” esistono queste norme, non dal “cosa” bisogna fare meccanicamente.

Secondo: fate pratica con casi reali. La teoria è importante, ma è nell’applicazione quotidiana che si impara davvero. Non esitate a fare domande ai colleghi più esperti – nessuno nasce esperto di antiriciclaggio!

Terzo: tenetevi sempre aggiornati. Questa è una materia in continua evoluzione e quello che era valido ieri potrebbe non esserlo più oggi. Seguite le novità di Banca d’Italia, della UIF, dell’EBA, dell’AMLA, partecipate ai corsi di formazione, leggete, ascoltate podcast specializzati.

Infine, ricordatevi sempre che il vostro lavoro ha un valore sociale enorme: ogni volta che applicate correttamente le procedure antiriciclaggio, state contribuendo a proteggere il sistema finanziario e la società da fenomeni criminali. È una responsabilità importante, ma anche molto gratificante.

Pubblicità

Informazioni sull'ente

dcodcommunication.it

Segnala un problema con questo comunicato

Almeno venti caratteri. Se segnali dati personali, indica quali.