Sono ormai diversi anni che si accumulano i problemi che gravano sull’industria dell’auto. In particolar modo quella europea soffre i pesanti sforzi per la transizione green, i colpi vibrati dai dazi statunitensi e la feroce concorrenza cinese. Un mix di fattori che ha spinto i bilanci in profondo rosso.
Se si ingolfa la leader dell’industria dell’auto…
Non si può trovare un emblema più eclatante del colosso tedesco Volkswagen, il più grande produttore dell’industria dell’auto Europea. Se anche il numero uno del mercato presenta un bilancio pessimo, allora si capisce la portata di i problemi che sta vivendo il settore.
Nel 2025 gli utili netti sono calati del 44% (fonte dati Pocket Option Italia). Parliamo di 6,9 miliardi, che ci sembra una cifra esorbitante ma in realtà sono il peggior dato dal 2016. Il management ha sottolineato che con un margine di profitto del genere, il gruppo non riuscirebbe ad andare avanti. Per cui dovrà ridurre rigorosamente i costi.
A pagare sono anzitutto i lavoratori
La voce di costo numero uno che verrà ridotta è quella per il personale. Volkswagen ha annunciato tagli per 50.000 unità in Germania, da realizzare entro il 2030. Si tratta di un numero superiore rispetto a quanto precedentemente previsto. Alla fine del 2024 infatti il gruppo aveva raggiunto un accordo (complicatissimo) con i sindacati per tagli complessivi di 35.000 posti di lavoro. Non basteranno.
Problemi su problemi
Dopo una fase iniziale in cui l’auto elettrica sembrava poter davvero essere il futuro per l’industria dell’auto, la fine degli incentivi ha cominciato progressivamente a ridurre le vendite delle macchine full electric, che sono troppo costose per la stragrande maggioranza degli automobilisti.
Progressivamente si è scatenata la tempesta perfetta che ha colpito anche il titolo in Borsa (è quotato alla Xetra borsa di Francoforte). Alla stagnante domanda europea si sono poi aggiunti altri problemi, come la concorrenza feroce sull’importantissimo mercato cinese, che ha principalmente colpito il produttore di auto sportive Porsche (il marchio del lusso del gruppo Volkswagen). Un altro brutto colpo è arrivato poi da Donald Trump, con le tariffe statunitensi che hanno ulteriormente amplificato i problemi nel mercato nordamericano.