Con “La fuga”, terzo capitolo della saga di Lisa Johnson, Emili Giancarli intreccia tensione e passione, amicizia autentica e lotta quotidiana per l’autodeterminazione femminile. Un racconto avvincente che mostra donne forti e determinate, capaci di affrontare il destino a testa alta, senza mai perdere la propria umanità.

Ciao Emili, da dove nasce l’ispirazione per la saga di Lisa Johnson?
A dire il vero avevo già in mente la trama, l’idea di scrivere di una complicata storia d’amore era qualcosa che mi balenava in testa da un po’, l’occasione per mettere nero su bianco questi pensieri è arrivata con la pandemia, quando il ritmo di vita è rallentato per le chiusure e i distanziamenti e allora ho potuto focalizzare le mie idee e renderle concrete.
Perché hai scelto una scienziata come protagonista di una saga così emotiva e densa di conflitti personali?
Parto dal fatto certo che io ho un’indole creativa, votata all’immaginazione quindi molto lontana dal mondo tecnico/scientifico, ma quando ho avuto modo di conoscere donne che al contrario di me possedevano un’intelligenza tecnica, matematica e scientifica, ne sono rimasta ammirata, quindi per la mia prima protagonista mi sono rivolta al mondo della scienza che tanto mi affascina.
Il tema dell’autodeterminazione femminile attraversa l’intera trilogia. Come mai hai deciso di trattarlo?
Mi ritengo una donna dal carattere forte, che non molla mai e in un mondo come quello odierno, dove sembra che il cammino per le donne stia andando in salita, ritengo doveroso portare modelli virtuosi di donne risolute, forti e determinate, perché se le donne oggi vogliono ottenere maggiori diritti sociali, parità di condizioni lavorative, una equa distribuzione di compiti e doveri, devono anche capire che queste battaglie non si possono combattere con qualche discorso o manifestazione in sporadici giorni durante l’anno, ma devono essere portate avanti ogni giorno, mettendo in conto anche i sacrifici che esse comporteranno. Ecco perché le mie protagoniste sono donne forti, per ricordare che se si vogliono raggiungere i propri obiettivi, è necessario lottare, anche a costo di fare dei sacrifici.
Hai in mente qualche progetto per il futuro?
Certamente e l’unica cosa che posso dirvi è che le protagoniste dei miei romanzi saranno donne forti e risolute, diverse tra loro, ma in grado di tracciare il proprio cammino e seguirlo con determinazione perché voglio portare modelli virtuosi da seguire per infondere un briciolo di resilienza, di positività nei lettori che leggeranno le mie storie.