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Finanza globale, gli Stati Uniti vacillano a causa di Trump

Sono cambiati presidenti, scenari politici e internazionali nel corso dei decenni, ma quello finora il ruolo chiave degli Stati Uniti nella finanza globale era rimasto immutato. Ma la fiducia che l’intero sistema ha riposto negli USA comincia però a scricchiolare a causa dell’amministrazione Trump.

Cosa sta cambiando nella finanza globale

finanzaLe mosse del presidente statunitense sono molto aggressive su tutti i fronti. Anche la sua stessa retorica è quasi sempre di tipo conflittuale. In particolar modo Trump ha innescato una feroce battaglia commerciale a suon di tariffe (a volte concretizzate ma spesso soltanto minacciate) nei confronti di mezzo mondo. Ma dalla battaglia commerciale alla guerra di capitali sullo scacchiere della finanza globale il passo rischia di essere molto breve. E già qualche accenno comincia a vedersi.

Un assaggio dalla Danimarca

Dopo aver alimentato una tensione crescente sulla questione della Groenlandia (che Trump vorrebbe acquistare dal governo danese), i rapporti con la Danimarca si sono notevolmente deteriorati. Così, uno dei maggiori fondi pensioni danese (AkademikerPension) ha deciso di uscire completamente da tutti gli asset americani. E non sono pochi, visto che parliamo di 100 milioni di dollari soltanto in questo mese (fonte Pocket Option Italia).

Un altro scricchiolio si è sentito lo scorso 20 gennaio, quando le preoccupazioni sul deficit federale americano hanno provocato una dinamica “Sell America” sui titoli di Stato, i cui rendimenti sono cresciuti sui massimi di quattro mesi in una sola mattinata.
Ma anche sul mercato valutario il dollaro ha imboccato la via della discesa, e neppure il fortissimo mercato azionario di Wall Street è rimasto immune da queste scosse.

Campanelli d’allarme

Perché tutto questo è importante? Perché Washington da tempo continua ad emettere enormi quantità di Bond per coprire il suo enorme debito pubblico. Una grossa fetta di sottoscrittori sono stranieri, soprattutto altri governi. Ma di fronte alle continue tensioni geopolitiche ci si inizia a interrogare sulla sostenibilità di questo comportamento. Con una fiducia che si incrina sempre di più, sia gli investitori che i governi stranieri potrebbero decidere di non finanziare più il debito USA.

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