Domanda di commodity, ecco come la transizione energetica cambia gli scenari

Sono passati 49 anni dalla prima Giornata Mondiale dell’Ambiente. Da quel lontano 1974 le cose hanno sono molto cambiate sia per quanto riguarda la sensibilità al tema ambientale, sia per quanto riguarda la domanda di commodity legate all’energia.

Petrolio, investimenti e domanda

domanda energiaLa questione ambientale è diventata centrale per il futuro dell’umanità stessa, visti gli effetti che il cambiamento climatico sta generando su scala mondiale.
La comunità internazionale ha fissato degli obiettivi da raggiungere per provare a scongiurare ulteriori peggioramenti ambientali. Ma per raggiungerli serve un cambiamento radicale dell’economia energetica. La transizione verso l’impiego di sempre più fonti rinnovabili per la produzione di energia si dovrà accompagnare al progressivo abbandono dei combustibili fossili, che ancora oggi sono il fulcro della domanda.
Politica e mercati stanno cercando di canalizzare sempre più investimenti verso la catena del valore delle rinnovabili. Anche la finanza sta facendo la sua parte, con fondi tematici che si moltiplicano attorno ai fattori ESG (come i fondo Elliott trading). Ciò comporterà una crescita della domanda di diverse commodity primarie e secondarie.

Come negli anni Cinquanta

Si dovrà realizzare un passaggio analogo a quello che negli anni Cinquanta portò dall’economia dominata dal carbone a quella dominata dal petrolio. Quell’effetto di sostituzione dovrà adesso essere applicato a beneficio delle fonti rinnovabili, e di conseguenza delle commodity che ne sono protagoniste.
La novità, rispetto a quello che successe negli anni Cinquanta, è che non sarà una sola materia prima a sostituirne un’altra. Stavolta la domanda di petrolio dovrà essere dirottata verso diverse materie prime, non una soltanto.

Le tre macroaree

Questa moltitudine di commodities possono essere raggruppate in 3 macroaree.
1) Metalli e minerali. Gli analisti di Pocket Option indicano soprattutto l’acciaio che serve a costruire turbine per l’energia eolica. Oppure il litio per le batterie dei veicoli elettrici e molti altri.
2) I combustibili transitori, ossia quelli che permetteranno di soddisfare la domanda di energia mentre la transizione è ancora in atto (gas naturale in primis).
3) Le certificazioni, che sono una commodity in senso molto “lato”, visto che riguarda le norme che regolano le emissioni o che premiano gli sforzi delle società impegnate nel raggiungimento degli obiettivi.