Mentre il mondo continua a temere una possibile recessione, e le banche centrali studiano il modo per abbattere l’inflazione senza penalizzare ulteriormente l’economia, i dividendi globali del mercato azionario continuano a crescere. E nel secondo trimestre hanno segnato un nuovo record.
La corsa dei dividendi globali
Secondo un recente report, i dividendi globali staccati nel secondo trimestre di quest’anno sono arrivati a 568 miliardi di dollari, segnando una crescita del 4,9% rispetto al periodo precedente. Peraltro anche il sottostante ha vissuto una crescita robusta (6,3%). A livello globale l’88% delle società ha incrementato o confermato i dividendi nel secondo trimestre.
Europa regina della generosità
La regina delle distribuzioni agli azionisti è ancora una volta l’Europa, dove i dividendi sono cresciuti del 9,7% su base annua, toccando la cifra record di 184,5 miliardi di dollari (+10.0% in termini di sottostante). Svizzera, Francia e Germania hanno registrato tutte distribuzioni record. In Italia il Money Flow Index delle distribuzioni è stato robusto, con erogazioni complessive pari a 9,2 miliardi di dollari (8,5 miliardi di euro).
Il Vecchio continente ha superato le altre regioni, come ad esempio gli USA, dove i dividendi hanno rallentato per il sesto trimestre consecutivo, frenando al 4,6%. Nella regione Asia Pacifico sono stati relativamente deboli, con la sola eccezione del Giappone. I dividendi dei mercati emergenti hanno perso terreno.
Banche sugli scudi
A livello settoriale, le banche hanno fatto la parte del leone. Del resto la politica dei tassi di interesse elevati perseguita dalle banche centrali ha gonfiato i bilanci degli istituti, che hanno registrato utili record lo scorso anno (basta pensare ad Unicredit, che ha praticamente raddoppiato il dividendo). In generale questo discorso vale a livello globale, tant’è che metà della crescita globale nel secondo trimestre è ascrivibile al settore bancario.
Sono andati forte anche i produttori automobilistici. Invece le società minerarie hanno offerto il maggior contributo negativo, a causa del calo dei prezzi delle materie prime.
Previsioni per il 2023 invariate
Anche le prospettive a breve sono positive, ed anzi si prevede un leggero ulteriore aumento perché il momentum resta positivo. Tuttavia, a causa di un atteso rallentamento della crescita economica globale, il prossimo anno potrebbe vedere la prima inversione della tendenza.