“Del vento e del mare” di Zelda Mab – Un viaggio sonoro tra emozione, simboli e rivoluzione interiore | RECENSIONE

Con “Del vento e del mare”, Zelda Mab, alter ego musicale della performer e autrice Gloria Abbondi, ci regala un EP intimo e coraggioso, un piccolo atto di resistenza artistica costruito su parole che diventano visione. Cinque tracce, cinque tappe in un viaggio sonoro e simbolico, tra orchestrazioni sinfoniche, sperimentazioni elettroniche e tensione poetica. La title track apre l’opera come un incontro interiore, un dialogo tra la voce adulta e quella bambina, in una ballata che sa essere terapeutica e profondamente umana. “Blu Cobalto” scava nell’identità e nella profondità dell’essere, mentre “Segreti di miele” svela l’amore come forza trasformativa, a tratti dolce, a tratti spietata. “G33”, con la sua ironia visionaria e la sua libertà linguistica, spezza gli schemi e invita alla ribellione. Chiude “Duna Surf”, traccia ipnotica e priva di ritornello, che suona come una marcia desertica verso l’ignoto. Zelda Mab definisce il proprio stile Electro Epic Rock, e la definizione calza perfettamente: timpani, violoncelli e beat elettronici si fondono in una scrittura sonora stratificata e d’impatto. Ma al di là delle etichette, “Del vento e del mare” è un atto creativo libero, fuori dai cliché dell’indie italiano e lontano dalle formule radiofoniche. È un lavoro che richiede ascolto attento, ma che restituisce molto a chi sa immergersi: emozione, autenticità, visione. Zelda Mab non cerca di piacere, ma di comunicare. E ci riesce, con forza e poesia.