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Banche, si prospetta un altro anno da record grazie ai buyback

Grazie agli alti tassi di interesse – e quindi ai margini sulle operazioni di prestito – il 2023 è stato un anno di grandissimo successo per le banche, che hanno realizzato profitti da record. Di conseguenza ne hanno beneficiato anche i loro azionisti, ai quali sono stati elargite somme record.
Anche se il contesto globale è molto incerto e i tassi di interesse stanno calando, anche il 2024 si candida comunque ad essere un altro anno da primato per le remunerazioni erogate offerte dagli istituti di credito.

La corsa ai profitti delle banche

bancheIl motivo per cui l’anno in corso dovrebbe essere da primato per le banche risiede nelle gigantesche operazioni di buyback, ossia il riacquisto di azioni proprie, che gli istituti stanno ponendo in essere. Operazioni di questo genere servono a ridistribuire gli utili tra i propri investitori, sia pure in altra veste rispetto ai tradizionali dividendi.

Allo stesso tempo, riducendo il numero delle azioni in circolazione, aumentano il valore di quelle rimanenti. Citiamo in proposito quanto accaduto a Unicredit a metà settembre: l’annuncio di un programma di riacquisto ha spinto il titolo dell’1,9% (fonte Pocket Option Italia).

Il ruolo dei tassi di interesse

Le grandi operazioni di buyback affondano le mani proprio nei profitti record realizzati nell’ultimo biennio che hanno consentito di avere disponibilità di cassa enormi da reinvestire sul mercato.

Secondo un’indagine condotta dalla banca di investimento americana Citi, nel 2024 le banche europee potrebbero ridistribuire ai propri investitori circa 128 miliardi di euro. Un vero e proprio Bulls Power. Due terzi di essi tramite dividendi, mentre 45 miliardi tramite operazioni di riacquisto di azioni proprie. Altre analisi però ritengono che la forbice tra le due operazioni sarebbe molto più contenuta.

La diffusione dei buyback

Le operazioni di buyback sono sempre state tipicamente di stampo anglosassone, ma da alcuni anni a questa parte gli istituti europei hanno cominciato ad adottarle in maniera sempre più frequente. La spiegazione è proprio il contesto favorevole vissuto negli ultimi anni, e nella prospettiva che questo scenario continuerà ancora per un poco, almeno finché i tassi rimarranno ad un livello elevato (benché in discesa).

I riacquisti di azioni proprie Italia

Anche nel nostro Paese i colossi bancari si sono dati da fare. Unicredit, uno dei principali utilizzatori di questo strumento, ha deliberato piani di buyback per 5,6 miliardi di euro nel 2023 e 4,9 miliardi nel 2024. Intesa Sanpaolo nel 2023 ha deciso il riacquisto di 1,7 miliardi di azioni proprie e sta concludendo questo piano. Mediobanca, come scritto sopra, ha invece deliberato buyback per circa 200 milioni nel 2023, e per 385 nel 2024.

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