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Banche, da quattro mesi in Italia c’è una vivacità senza precedenti

Subito dopo la scorsa estate è scoppiato un fermento tra le banche italiane che non ha precedenti, nemmeno se torniamo indietro nel tempo ai “ruggenti anni 90”. Tanto che la definizione di Risiko bancario sembra addirittura riduttiva rispetto a quello che sta succedendo.

Cosa succede alle nostre banche

bancheNegli ultimi anni, l’Europa ha chiesto più volte alle banche di unire le forze per creare dei poli sempre più forti e solidi. Il paradosso è che proprio l’Europa è rimasta imbrigliata in se stessa e nelle sue tante regole, senza far nulla per favorire quel consolidamento che auspica.
Così le banche hanno deciso di procedere per conto loro battendo questa strada, con l’obiettivo di migliorare la redditività e crescere.

Prede e predatori

I nomi coinvolti in questo scenario sono tutti di primo piano, divisi tra prede e predatori. UniCredit è stata la maggiore protagonista, con le due operazioni lanciate prima sulla tedesca Commerzbank e poi su banco BPM, lanciando di fatto la nuova febbre italiana M&A sulle banche. Di fronte a questo scenario, per non restare fuori dal gioco anche altri istituti hanno seguito una strategia trend following cominciando a muoversi: Monte Paschi di Siena, Mediobanca, Anima, Banca Ifis, Illimity, Generali e Intermonte. Un panorama che coinvolge banche commerciali e banche d’affari, ma anche gestori di risparmio e assicurazioni.
Altro che Risiko, qui siamo di fronte ad un riassetto totale del nostro sistema finanziario.

Gli istituti minori

Finora abbiamo accennato soltanto agli attori di maggiore importanza presenti in questa storia. Ma anche nel mondo delle piccole banche c’è un fermento nuovo.
A novembre c’è stata l’aggregazione tra DoValue e Gardant, per un importo di €230 milioni (fonte dati Pocket Option Italia), mentre sono in trattativa banca MCC e Banca Fucino per acquistare Cassa di Risparmio di Orvieto. Sempre a novembre c’è stata la fusione tra Banca Agricola Popolare di Ragusa e Banca Popolare Sant’Angelo, che ha portato alla luce il primo Polo bancario siciliano (Banca Agricola Popolare di Sicilia).

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