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Utili, dopo il boom ci aspetta uno scenario diverso tra USA e resto del mondo

Durante il mese di ottobre le società quotate sui listini di tutto il mondo cominceranno a rendere noti i risultati del terzo trimestre. Dopo il boom degli utili registrato negli scorsi trimestri, ci si aspettano altre performance importanti. In molti casi superiori alle aspettative.

L’importanza degli utili

utiliAnche se l’andamento dei listini è stato già di per sé molto positivo nel corso del 2023 (ad eccezione dell’ultimo bimestre) non c’è dubbio che gli utili rimangono un driver fondamentale per i mercati. Tanto per la performance a lungo termine quanto per le quotazioni azionarie del prossimo anno.

La situazione negli USA

Va detto che negli Stati Uniti si tende frequentemente a ridurre le aspettative del mercato, durante il trimestre che precede la pubblicazione dei dati ufficiali. Si tende cioè a volare bassi, per poi sorprendere il mercato al momento dell’annuncio. Questo spiega perché mediamente tre aziende su quattro superano le aspettative del consenso.

Ma questa volta lo scenario è un po’ diverso. Infatti le stime per il terzo trimestre mantengono una buona tenuta, al di sopra delle medie mobili più usate soprattutto per i settori della tecnologia e dei beni di consumo.
Questa sovraperformance degli utili ha consentito ai margini di profitto di rimanere stabili, dopo il picco che è stato raggiunto verso la metà del 2021. Negli ultimi due trimestri è infatti stata registrata una crescita destagionalizzata del 3% in ciascun trimestre.

Il resto del mondo è più indietro

Se negli Stati Uniti si prevede uno slancio forte degli utili, a livello globale le previsioni sono un po’ differenti. Le aspettative di quest’anno sono abbastanza piatte, a causa principalmente della corsa dei prezzi delle materie prime. Tuttavia si prevede una crescita del 11% nel prossimo anno, quando si dovrebbero vedere i famosi three white soldiers del mercato (utili, margini, quotazioni).
E’ fuor di dubbio comunque che la redditività delle aziende ha retto bene alla crisi economica e ai timori relativi all’inflazione e ai tassi di interessi elevati.

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