Nel suo nuovo romanzo “I tre re”, Nikimena intreccia musica, poesia e introspezione spirituale. Un’opera nata dall’esigenza di dare voce a sentimenti profondi, che accompagna il lettore in un viaggio di emozioni, valori e riflessioni sulla vita, l’amore e la libertà di essere sé stessi.

Ciao, Nikimena. Da dove nasce l’ispirazione per il nuovo romanzo “I Tre Re”?
Nasce da dentro, questo libro è uno sfogo spirituale, la necessità del mio spirito di esprimere sentimenti e desideri, questo libro è un flusso di emozioni sentimenti ormai dimenticate da quasi tutti, è un libro scritto dallo spirito e dalla musica che lo ha portato a venire fuori con forza, per trasmettere attraverso la scrittura la voglia di amare tutto e di comprendere la vita, e come andrebbero affrontate le difficoltà insieme alle persone che amiamo. Quindi non c’è una vera e propria ispirazione materiale, ma una ispirazione spirituale per questo è diverso dalla maggior parte dei libri.
Jora è un personaggio ispirato a Kostas Martakis. Com’è nata questa connessione?
Jora è nato dal ricordo di qualcuno che mi ha aiutato in una fase molto delicata della mia vita, qualcuno che mi ha dato la forza di superare sempre ogni avversità. Qualcuno di cui parlerò in un futuro libro su di me, e quindi Jora è l’unico dei personaggi che non rappresenta solo una parte del mio carattere ma qualcuno che è già esistito nella mia vita. L’ho trovato dopo aver scritto il libro, perché ho cercato di vedere se trovavo, in Internet, le foto di qualcuno che assomigliava ai personaggi che fanno parte del libro, e mi sono imbattuta in Kostas Martakis che non solo è identico a Jora, quindi anche a colui che mi ha aiutato a superare le mie paure, e che è scomparso dalla mia vita quando avevo quasi 10 anni, e con mio assoluto stupore, Kostas è nato esattamente 10 anni dopo di me, quindi anche questa coincidenza mi ha stupita a tal punto da non riuscire ad ignorare la cosa e per questo gli ho dedicato il libro, non credevo fosse possibile una cosa del genere, ma la vita ti stupisce sempre come anche il libro che ho scritto. Vorrei conoscerlo, lui abbraccia sempre tutti come Jora e le sue canzoni sono una cura per lo spirito, le amo tutte e vorrei che leggesse il libro e mi dicesse cosa ne pensa.
Qual è il personaggio con cui hai empatizzato maggiormente?
Io non posso proprio avere preferenze, loro sono tutti importanti, anche i personaggi secondari, Agura per esempio, lui è chiaro diretto, come piace a me, mette le persone alla prova e lo trovo un personaggio secondario affascinante e forte, oppure suo padre re Dauria lui parla sempre per modi di dire, con quelle frasi piene di verità, usa i detti di una volta e quelli creati da lui. Anche re Ario che con qualcuna delle sue battute rende il libro più leggero, ed è un vero padre amorevole, perché ama Jora forse più di Kira nonostante non è suo figlio. Jora poi come detto è speciale per me e ho voluto dargli una caratteristica speciale, la sua tremenda ironia, che lui usa solo quando deve difendersi proprio come la persona a me cara che fa così, questa caratteristica non fa parte di me, è una cosa che amo di una persona a cui voglio bene, e che quando era ironico lo faceva in un modo così particolare che mi piaceva molto, i personaggi sono così reali proprio perché per me esistono tutti. Sono tutti reali perché lo sono i loro sentimenti, sentimenti che ho imparato a conoscere leggendo negli occhi della gente.
Hai in mente qualche progetto per il futuro?
Si vorrei pubblicare degli altri libri, ne ho più di uno e molto diversi tra loro, di sicuro anche in quelli i sentimenti oltre che le varie avventure di vita, sono prevalenti e li rendono particolari. Inoltre voglio scrivere un libro della mia vita, ma non il solito libro di fatti, un libro che parla dell’interno delle persone, del loro spirito. Insomma, come al solito non sarà il racconto sterile di un fatto, ma solo l’esposizione chiara di ciò che non si vede oltre i fatti, la comprensione piena della vita e di come la vedo coi miei occhi.