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“Nero Fumo”, la genesi di un mondo che parla ai ragazzi | INTERVISTA

Andrea Morelli ci accompagna tra le pieghe oscure e affascinanti di “Nero Fumo”, romanzo vincitore di un premio fantasy, ambientato in una città sospesa tra mistero e simbolismo. Un’avventura epica che, dietro le sue atmosfere oniriche, è anche un tributo all’adolescenza e alle sue sfide.

Ciao, Andrea. Da dove nasce l’ispirazione per il nuovo romanzo “Nero Fumo”?

Ciao! L’ispirazione per “Nero Fumo” nasce da svariate fonti. I film “I predatori dell’arca perduta” di Steven Spielberg e “La mummia” di Stephen Sommers per la loro ambientazione così vicina al Medio Oriente, lo scenario desertico e la magia. Circa l’ambientazione del libro, cito anche il film del 1976 “Il deserto dei tartari” di Valerio Zurlini, tratto dall’omonimo libro di Dino Buzzati.

Il libro ha a mio avviso un’impronta che deriva dalla mia passione per i fumetti. Se c’è un’opera che ha influenzato “Nero Fumo”, questa è Sharaz-de di Sergio Toppi, un’opera dai colori caldi, il tratto essenziale e molto pittorico. Aggiungo anche due album del grande cantante inglese Peter Gabriel, “Gabriel IV” e “Passion”.

C’è un personaggio con cui hai empatizzato maggiormente? Perché?

Sicuramente con il protagonista, Aram-Zym, un ragazzo di sedici anni il cui padre è scomparso (e dato per morto) e che è molto attaccato alla madre, aspetti che fanno parte del mio bagaglio di vita. Aram è una persona positiva, gentile, sempre incline al sorriso e disposto a credere alla buona fede del prossimo. Ciò nonostante, si troverà a dover lottare per la sua vita e per quella dei suoi amici. Un ragazzo non proprio fortunato ma con una fibra d’acciaio, per questo sento Aram particolarmente vicino.

Quali suggestioni evoca il genere fantasy, a tuo parere?

Il genere fantasy ti fa letteralmente viaggiare nel tempo e nello spazio, se il world building è curato e talmente ben gestito da far sì che si crei nel lettore la sospensione dell’incredulità. Ciò significa che il lettore accetta come “reale” il mondo e la vicenda narrati nel libro. Da ciò si deduce che non è affatto semplice narrare “bene” una storia fantasy. Le suggestioni sono poi soggettive: un mondo magico ed epico ti fa tornare bambino, ti sorprende.

Hai già in mente qualche progetto per il futuro?

Sì! “Nero Fumo” ha avuto degli sviluppi. Tra poco uscirà il seguito, intitolato “Nero Fumo: Akris” (PAB Editore) e uno spin-off intitolato “La montagna senza tempo (Pinguino Libri)” ambientato in una regione montuosa a Nord della città di Zmirrat, centro delle vicende di “Nero Fumo”.

Durante la stesura di “Akris” ho buttato giù alcuni spunti sui quali baserò uno o due prequel e nei quali narrerò l’origine della città di Zmirrat, la presa del potere di Ach-Noim.

Ugualmente, anche la civiltà descritta in “La montagna senza tempo” ha un suo passato, alcune vicende del quale sono descritte in un racconto inedito, “L’esercito di ghiaccio”, che potrebbe essere sviluppato ulteriormente.

Ci sarà ovviamente anche il terzo volume della saga di “Nero Fumo”. Insomma, di carne al fuoco ce ne è tanta.

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