NOVELLARA (REGGIO EMILIA), 28 agosto 2026 – Non una semplice presentazione di un libro e nemmeno una mostra tradizionale.
Sabato 12 settembre 2026, dalle ore 18.00, Valerio Zezur sarà protagonista di un incontro al Bar 46 di Santa Maria della Fossa, nel Comune di Novellara (Reggio Emilia), nel quale pittura, racconto autobiografico e dialogo con il pubblico diventeranno parti dello stesso evento.
L’artista contemporaneo italo-ucraino presenterà “Dentro l’incubo, oltre il buio”, il progetto editoriale nato dalla propria storia personale, affiancandolo a una selezione di opere originali.
L’appuntamento di Novellara diventa così l’occasione per osservare contemporaneamente i due linguaggi attraverso i quali Zezur ha costruito negli ultimi anni la propria ricerca: quello delle parole e quello della materia.
Ma soprattutto permetterà di incontrare ciò che esiste dietro entrambi.
Chi è Valerio Zezur
Valerio Zezur è un artista contemporaneo italo-ucraino, nato in Ucraina nel 2001 e attivo in Italia.
La sua ricerca artistica nasce dall’incontro tra memoria, identità, materia e trasformazione.
Nelle sue opere pittura, gesso, sabbie, tessuti, legno, metalli, elementi naturali, materiali di recupero e foglia oro vengono sovrapposti, incisi, coperti e nuovamente rivelati.
La superficie non è quindi soltanto il supporto dell’immagine.
Diventa parte del racconto.
Crepe, rilievi, stratificazioni e imperfezioni rimangono visibili come tracce di qualcosa che è esistito e che, invece di essere cancellato, viene trasformato.
Anche l’oro, elemento ricorrente nella produzione di Zezur, assume un significato preciso: non è rappresentazione del lusso, ma metafora della luce che continua a esistere nelle fratture e della possibilità di riconoscere valore anche in ciò che porta i segni di una ferita.
È una ricerca profondamente legata alla biografia dell’artista, ma che tenta progressivamente di superarla per interrogare temi universali come appartenenza, memoria, fragilità, identità e possibilità di ricostruzione.
Dall’Ucraina all’Italia, fino all’arte
Prima dell’artista c’è stato un bambino.
La storia raccontata in “Dentro l’incubo, oltre il buio” comincia nell’Ucraina dell’infanzia di Valerio Zezur.
La perdita della madre, l’allontanamento dalla propria terra, l’esperienza dell’orfanotrofio di Kiev e successivamente l’arrivo in Italia e l’adozione costituiscono soltanto la prima parte di un percorso complesso.
Il libro affronta anche violenze fisiche e psicologiche, abusi subiti da minorenne, manipolazione, solitudine, fughe, marginalità e la difficoltà di costruire un’identità quando per troppo tempo sono stati altri a decidere chi dovessi essere.
Sono temi duri, ma la storia di Zezur non viene costruita attorno alla ricerca della pietà.
Il punto centrale è ciò che accade dopo.
Quando l’esperienza smette di essere soltanto qualcosa da subire e comincia a diventare qualcosa da trasformare.
È in questo passaggio che l’arte assume un ruolo centrale.
Quando una ferita diventa materia
C’è una relazione evidente tra la storia raccontata nel libro e le opere che saranno presentate il 12 settembre a Novellara.
Zezur utilizza spesso materiali imperfetti, recuperati, consumati o apparentemente incompatibili tra loro.
Li sovrappone.
Li rompe.
Li ricostruisce.
Talvolta li ricopre d’oro.
Il risultato non cerca superfici perfette, ma superfici che abbiano memoria.
Il principio che attraversa la sua ricerca potrebbe essere sintetizzato in una domanda: ciò che è stato spezzato deve necessariamente essere nascosto?
Per Zezur la risposta sembra essere nella materia stessa.
Una crepa può rimanere visibile.
Una cicatrice può diventare parte dell’immagine.
Uno scarto può acquisire un nuovo valore.
E una storia difficile può smettere di essere soltanto qualcosa da ricordare per trasformarsi in linguaggio.
È questo rapporto tra biografia e creazione che il pubblico potrà osservare direttamente durante l’appuntamento nel Reggiano.
A Novellara una presentazione senza copione
L’incontro del 12 settembre 2026 è stato pensato anche per allontanarsi dal formato tradizionale delle presentazioni editoriali.
Valerio Zezur non sarà semplicemente chiamato a raccontare il proprio libro davanti a un pubblico.
La serata sarà costruita attraverso tre differenti punti di vista.
Accanto all’artista interverrà Mirko Giacomin, coautore di Dentro l’incubo, oltre il buio, che accompagnerà alcuni passaggi della storia e della costruzione del progetto.
La terza voce sarà quella del titolare del Bar 46, chiamato anche a rompere il carattere celebrativo che spesso accompagna questo genere di incontri.
Ci saranno quindi domande meno prevedibili.
Sul successo.
Sulla visibilità.
Sul rapporto con i social.
Sul mercato dell’arte.
Sul confine tra raccontare il proprio dolore e trasformarlo in qualcosa di pubblico.
Sulle fragilità che rimangono quando i riflettori si spengono.
E anche il pubblico potrà intervenire direttamente.
L’obiettivo non è costruire un ritratto perfetto dell’artista, ma permettere di conoscere la persona che esiste dietro le opere.
Da Berlino e Tokyo al territorio di Reggio Emilia
L’appuntamento di Novellara arriva all’interno di un percorso che negli ultimi anni ha portato Valerio Zezur a partecipare a mostre, esposizioni, concorsi, festival e iniziative culturali in diverse città italiane e all’estero.
Il percorso indicato dall’artista comprende appuntamenti a Milano, Torino, Padova, Rovigo, Lecco e Reggio Emilia, oltre a partecipazioni espositive a Berlino e Tokyo.
La sua attività si è progressivamente estesa oltre la pittura, incontrando scrittura, musica e progetti multidisciplinari.
Anche Dentro l’incubo, oltre il buio appartiene a questa ricerca più ampia.
Non è quindi soltanto il libro di un artista, ma uno degli strumenti attraverso i quali Zezur tenta di mettere in relazione memoria privata e racconto pubblico.
La tappa del 12 settembre a Novellara, in provincia di Reggio Emilia, assume in questo percorso un significato particolare proprio per il luogo scelto.
L’arte contemporanea entra in un bar
Niente pareti bianche di una galleria.
Nessuna distanza obbligatoria tra opera, artista e pubblico.
Per una sera sarà il Bar 46 di Santa Maria della Fossa a trasformarsi in spazio espositivo e culturale.
Una scelta che risponde all’idea di portare l’arte contemporanea anche nei luoghi della quotidianità.
Perché un’opera può essere osservata da chi frequenta abitualmente musei e gallerie, ma anche da chi non è mai entrato in uno spazio espositivo.
E forse è proprio questo uno degli aspetti più interessanti dell’incontro di Novellara: mettere l’arte davanti alle persone prima ancora di chiedere alle persone di andare verso l’arte.
Il pubblico potrà vedere da vicino alcune opere di Zezur, ascoltare il racconto che accompagna la sua ricerca e confrontarsi direttamente con lui.
Al termine della presentazione sarà inoltre possibile partecipare al firmacopie di “Dentro l’incubo, oltre il buio”.
Il 12 settembre Novellara incontra Valerio Zezur
Per una sera una piccola località del territorio di Reggio Emilia diventerà quindi il punto d’incontro tra una storia cominciata in Ucraina e una ricerca artistica sviluppatasi successivamente in Italia e all’estero.
Ma ridurre tutto alla distanza percorsa sarebbe probabilmente sbagliato.
Perché la storia di Valerio Zezur non riguarda soltanto il luogo dal quale è partito o quelli nei quali è arrivato.
Riguarda soprattutto ciò che ha fatto durante il percorso.
Ha preso materiali imperfetti e li ha trasformati in opere.
Ha preso ricordi difficili e li ha trasformati in parole.
E il 12 settembre 2026 a Novellara metterà entrambi davanti al pubblico.
Senza nascondere le crepe.