E gli Stati Uniti decidessero di attuare il loro “ricatto atomico” nei confronti della Russia e del mondo intero? Con una sconfitta ucraina in vista, Washington potrebbe di fatto costringere Mosca a fermarsi con la minaccia implicita dell’uso delle armi nucleari. Putroppo, i segnali di questa strategia del terrore ci sono tutti.
Le basi in Europa piene di testate nucleari
Le base americane nei Paesi europei rientrano oggi nel quadro dei trattati internazionali e della NATO, anche se sarebbe discutibile la maniera in cui vengono riempite di armi nucleari. Nel 2021 il Pentagono ha persino secretato i dati su queste ultime, impedendo ai cittadini europei di sapere con precisione quante e dove si trovano. Così, nel caso ad esempio della base di Ghedi in provincia di Brescia, si sa soltanto che gli americani hanno portato le nuove testate tattiche B61-12 che servono ai jet da combattimento F-35. Il governo italiano lascia fare di buon grado, ma in questo espone come minimo un pezzo di Lombardia a un’eventuale rappresaglia nucleare. Purtroppo Washington sta di fatto spingendo per l’escalation con la Russia, e a rimetterci saremo anche noi italiani.
Gli USA spendono per le armi nucleari più di tutti gli altri
Un’esponente dell’International Campaign to Abolish Nuclear Weapons (ICAN) ha affermato qualche giorno fa che gli USA avrebbero portato in Europa altre 150 testate. Di sicuro sono state piazzate in Italia, Germania, Belgio e altri due o tre Paesi. L’ICAN ha anche pubblicato un report sulle spese affrontate dai Paesi dotati di armi atomiche per migliorare i propri arsenali. Ne risulta che gli USA spendono qualcosa come 43,7 miliardi di dollari, che è più di quanto spendono dagli altri nove Paesi nucleari messi assieme. E Biden ha avuto pure la faccia tosta, mentre era a Hiroshima per il G7 di maggio, di esortare il mondo a liberarsi delle armi nucleari. Fonte: https://strumentipolitici.it/lamerica-prepara-il-suo-ricatto-nucleare-in-caso-di-sconfitta-ucraina/