TONI CAPUOZZO E IL MANAGER SALVO NUGNES. OSPITI D’ECCEZIONE AL CARCERE DI BOLLATE.

Nel novero del corposo calendario di iniziative benefico-solidali del Festival Artistico Letterario “Cultura Milano” il noto giornalista e conduttore televisivo Mediaset Toni Capuozzo, sarà ospite in conferenza autobiografica dal titolo “Una vita in prima linea” all’interno del contesto penitenziario di Bollate, affiancato dal manager di personaggi noti Salvo Nugnes, in qualità di relatore. L’evento si svolgerà dinanzi ai detenuti, in data Martedì 27 Maggio. “Cultura Milano” è finalizzato a divulgare un messaggio di cultura accessibile a tutti, coinvolgendo personalità illustri, del calibro di Bruno Vespa, Corrado Augias, Francesco Alberoni, Margaret Mazzantini, Umberto Veronesi, Flavio Caroli, Roberto Gervaso, Vittorio Sgarbi, l’indimenticabile Margherita Hack.

Capuozzo è un vero professionista del mestiere: il suo modo diretto di fare giornalismo, trattando temi scottanti e acquisendo un bagaglio di conoscenze derivante dalle esperienze vissute in prima persona, lo rendono un modello encomiabile e un testimone oculare. È impegnato attivamente con il progetto “Gli occhi della guerra” attraverso il quale supporta importanti reportage nelle zone nevralgiche dei fronti di guerra. Al riguardo sottolinea “È un progetto per chi non si accontenta dell’informazione copia-incolla, delle opinioni rimasticate a tavolino, dei pregiudizi espressi da lontano. Un pezzetto di onestà, di realtà, di lealtà”.

Attualmente, lo vediamo nella trasmissione di successo “Terra” in onda su Rete Quattro, nella quale si occupa di servizi di forte spessore umano e sociale. Tra le sue pubblicazioni editoriali di successo spicca l’interessante libro “Le guerre spiegate ai ragazzi” edito da Mondadori, che ha elaborato per rivolgersi nello specifico ad un pubblico giovane, ma che risulta ben fruibile anche da parte di un target di lettori adulti, come utile ed efficace strumento di comprensione e approfondimento. Capuozzo afferma “Il libro contiene un messaggio incisivo e concreto contro la guerra e contro le violenze”. E aggiunge “Il presente è figlio del passato e capire il passato è importante. Nello stesso tempo, il presente è il padre del futuro, è il momento in cui si costruisce, nel bene e nel male. Non auspico grandi rivoluzioni. Mi accontento, che si metta qualche cerotto ai mali del mondo, sarebbe già abbastanza”.