Storia dell’Oro nella Finanza Moderna

L’oro è stato fin dalla sua scoperta sinonimo di ricchezza, il suo valore di metallo pregiato è riconosciuto universalmente fin dai tempi antichi, per questo motivo l’oro è stato considerato un sicuro mezzo di pagamento per millenni.
Si calcola che dalla sua scoperta ne siano stati estratte circa 135.000 tonnellate, attualmente con i moderni sistemi di estrazione ogni anno ne vengono estratte circa 2.400 tonnellate, quantità spesso non sufficiente a soddisfare le strategie compro oro dei grandi investitori privati e istituzionali internazionali.
L’oro cominciò ad essere usato in modo diffuso come moneta corrente nel 1816 in Inghilterra, paese che istituì il sistema del “Gold Standard” che prevedeva la perfetta convertibilità tra la sterlina e l’oro.
Anche altri importanti paesi tra cui la Germania e gli Stati Uniti utilizzarono l’oro per il proprio sistema monetario, questo porto alla libera coniazione di monete d’oro, questo prezioso metallo poteva essere commercializzato senza limitazioni.
Questo sistema che garantiva il denaro emesso con un contro valore in oro custodito dallo stato di emissione ha assicurato stabilità economica internazionale prevenendo la stabilità dei prezzi limitando l’inflazione.
Dopo un periodo molto difficile a cavallo tra le due guerre mondiali, nel 1944, per iniziativa degli Stati Uniti e dell’Inghilterra, i rappresentanti di 44 paesi si riunirono a Bretton Woods dove fu creato il Fondo Monetario Internazionale (F.M.I.). In tale occasione venne fissato il prezzo del metallo a 35 $ per oncia, prezzo a cui gli USA si impegnarono ad acquistarlo da chiunque ed a venderlo solo alle Banche Centrali. Il sistema basato sull’oro degli Inglesi, diventava un’istituzione che poggiava ora su due pilastri: il dollaro e l’oro. Ogni paese partecipante fu obbligato a versare al F.M.I. una quota di oro e di moneta nazionale e dichiarare la parità tra la propria valuta e l’oro: direttamente, oppure indirettamente attraverso il tasso di cambio con il dollaro.
Negli anni sessanta ci fu una rottura dell’equilibrio tra domanda ed offerta, in quanto la grave crisi del dollaro indusse diversi operatori a forti acquisti d’oro. Questa fu la prima volta che l’ oro assunse il ruolo di bene rifugio a fronte dell’instabilità del dollaro.
Il sistema aureo entrò in una crisi che culminò il 15 Agosto 1971, quando l’amministrazione Nixon soppresse la convertibilità tra dollaro e oro e svalutò due volte il biglietto verde facendo così crollare uno dei pilastri del sistema di Bretton Woods. Il doppio mercato dell’oro terminò nel 1976 quando i Paesi aderenti al FMI ufficialmente decisero l’abolizione del prezzo ufficiale.
Nonostante il crollo del sistema e la liberalizzazione del mercato, il metallo giallo continua a rivestire un ruolo fondamentale negli investimenti: offre all’investitore sicurezza e solidità, il suo valore è universale e facilmente realizzabile in qualsiasi momento ed è considerato il bene-rifugio per eccellenza per proteggersi dalle svalutazioni e da incertezze economico-politiche.
Come gli altri metalli preziosi, l’oro è quotato al grammo o all’oncia. Quando è in lega con altri metalli, la sua purezza è misurata in carati con una scala che fissa a 24 carati i lingotti d’oro puro.
Dal crollo del sistema di Bretton Woods, il prezzo dell’oro è fissato dai mercati, dal 1919 la borsa di Londra stabilisce due volte al giorno un prezzo di riferimento il cosiddetto fixing dell’oro.