Scavi archeologici di Ercolano

Gli scavi archeologici di Ercolano hanno restituito e riportato alla luce i resti dell’antica città, sepolta dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C.

Seppellita da ceneri, lapilli e fango, assieme alle antiche città di Pompei, Stabia e Oplonti, l’antica città di Ercolano venne ritrovata in maniera casuale.

L’antica Ercolano venne ritrovata infatti, a seguito degli scavi per la realizzazione di un pozzo nel 1709. Le indagini archeologiche assieme ai primi scavi iniziarono nel 1738, per continuare sino al 1765. Successivamente gli scavi archeologici hanno subito, nel corso degli anni, molti periodi di fermo e di ripresa. Bisogna aspettare il 1927, per avere un vero e proprio scavo archeologico sistematico , condotto dall’archeologo Amedeo Maiuri. La maggior parte dei reperti archeologici ritrovati, sono oggi ospitati al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Gli scavi archeologici di Ercolano, assieme agli scavi  archeologici di Pompei e Oplonti,  fa parte della lista dei siti patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.

La città di Ercolano, secondo lo storico greco, Dionigi di Alicarnasso, venne fondata da Eracle, ossia Ercole, di ritorno dall’Iberia. Mentre per lo storico Strabone, Ercolano fu fondata dalla popolazione degli Osci, che scelsero questo territorio accanto a due torrenti, alle falde del Vesuvio e con una vista splendida sul mar Tirreno. Sempre vista come meta di villeggiatura dei ricchi patrizi romani, durante l’età augustea subì lavori urbanistici assieme a costruzioni di nuovi edifici pubblici, come le Terme suburbane e centrali, la Palestra,e il Teatro.

Grazie anche all’aiuto del tribuno Balbo, venne costruito l’acquedotto con una serie di fontane. Ercolano venne danneggiata dal terremoto del 62 d.C. e proprio per questo l’imperatore Vespasiano, dovette correre ai ripari, finanziando alcuni lavori di restauro per la Basilica e il tempio. Plinio il Giovane, con i suoi scritti, ci racconta dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., e della sorte che subì l’antica città di Ercolano. A differenza di Pompei, Ercolano venne totalmente ricoperta da una vera e propria valanga di fango, che indurendosi nel tempo creò strati e strati di tufo, spesso sino a 15 metri. Grazie alla formazione di questa roccia magmatica, che si sono conservati nel tempo degli oggetti in legno e cibi, testimonianze importanti del passato e dell’antica e gloriosa città di Ercolano.

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