Rosanna Cecchet al Tgcom24

Viene da Feltre (BL) Rosanna Cecchet, artista di Spoleto Arte, associazione culturale presieduta da Salvo Nugnes. Con i suoi dipinti sarà al centro del nuovo servizio del Tgcom24 per il format pensato proprio per questi tempi di isolamento forzato: Arte in quarantena.

Nata a Cisterna di Latina nel 1942, Rosanna Cecchet ha alle spalle una vita singolare che le consente di dedicarsi all’arte pienamente solo dopo la pensione. A questa disciplina infatti la pittrice ha riservato sempre il suo tempo e le sue energie con una costanza ammirevole.

«I sogni a occhi aperti hanno tanti livelli di profondità e di significati, sono spesso legati alla speranza. Nelle opere di Rosanna Cecchet c’è questo e c’è anche l’opposto» scriverà il noto sociologo Francesco Alberoni sui suoi lavori. I quali hanno sia l’aspetto di un sogno felice sia l’angoscia generata da un incubo terribile. Una dualità che viene accentuata dalla scelta di esprimere tramite la pittura a olio tanto rappresentazioni intime suggestive quanto episodi di cronaca che hanno interessato tutto il mondo (dalla Guerra del Golfo all’11 settembre, fino alla strage del Bataclan).

Dettagli minuti e grandiose campiture invitano l’osservatore a immergersi nella trama dei colori, di un racconto che include tutti in quanto compartecipi della sua storia e parte della Storia. Dirà il critico Vittorio Sgarbi: «Quella di Rosanna Cecchet è pittura di memoria, ma anche di simbologie sottili, di metafore di vita, di morte, di esistenza. […] Tutto questo è ripreso da Rosanna Cecchet con certosina e paziente minuzia, quasi ella fosse intenta in un lavoro di ricerca interiore che si volge attraverso il segno, l’armonia dei colori, il gioco cangiante delle luci e dei riflessi sugli oggetti e sul mondo. Il suo tratto è meticoloso, preciso, tutt’altro che convenzionale, quasi l’artista avesse accolto in sé la lezione divisionista, quella del realismo magico e di certa pittura surrealista. Non c’è enfasi né retorica nella pittura insieme solare e vagamente malinconica dell’artista, ma il desiderio supremo di cogliere, attraverso il paziente lavoro di ricamo di segno e colore, il senso profondo dell’esistenza».