Riscaldamento a pavimento come assicurarsi un calore confortevole

Esiste un tipo di impianto di riscaldamento attraverso il quale il calore viene scambiato per irraggiamento, si sta parlando dell’impianto a pannelli radianti. Grazie a un tubo disposto sotto al pavimento e posto in modo da ricoprire tutta la superficie calpestabile di ogni locale, si fa passare l’acqua calda che andrà a riscaldare il massetto e il pavimento. I pannelli radianti sono sistemi di riscaldamento a pavimento che hanno la particolarità di utilizzare il calore proveniente dalle tubazioni, collocate sotto la superficie dell’ambiente da riscaldare. Il principio dei pannelli radianti si basa sulla circolazione a una bassa temperatura dell’acqua calda riuscendo a coprire una superficie radiante molto elevata. La disposizione delle tubazioni può avere  due possibilità: a spirale, dove i tubi di mandata viaggiano paralleli a quelli di ritorno; a serpentina, dove i tubi vengono sostanzialmente osati a zig-zag. Le tubature previste dalle norme sono di polietilene reticolato, poli butilene, polipropilene e rame. Questi sostituiscono i dubi in acciaio che precedentemente venivano utilizzati per questo tipo di impianto.
Parlando dei vantaggi che può portare il riscaldamento a pavimento, possiamo notare che ci sono minori costi di esercizio sul funzionamento giornaliero totale, ossia 24 ore al giorno. Ciò è possibile perché questo è un tipo di sistema a bassa temperatura che lavora a 30-40°C contro i 60-75°C dei radiatori classici. Possiamo calcolare una diminuzione dei costi energetici del 30% rispetto ai tradizionali metodi di riscaldamento. Una nota per quanto riguarda i vantaggi degli impianti elettrici di riscaldamento, è che oltre a sfruttare il solito concetto di quelli ad acqua, non necessitano né di caldaia, né di canna fumaria né di tubazioni di distribuzione e non hanno bisogno di nessun tipo di manutenzione. Sul fronte economico il riscaldamento elettrico ha dei costi elevati, pertanto è interessante solo dove l’energia elettrica è abbondante ed economica. In Francia, ad esempio, questo sistema è reso conveniente dal massiccio impiego di energia nucleare e dall’esigenza di smaltire l’energia prodotta in eccesso durante le ore notturne.
Parlando di realizzazione del riscaldamento a pavimento, possiamo annoverare tre tipi diversi di messa in posa: nella versione più semplice parliamo di impianti con tubi annegati nello strato di supporto, questo sistema viene realizzato inserendo un isolante al di sopra della soletta del pavimento; il materiale più diffuso è il polistirene espanso in lastre, lisce o con sagomature particolari, ma sono presenti sul mercato anche la fibra di legno, il sughero, il poliuretano e altri. Al di sopra dell’isolante vengono posate le tubazioni o i conduttori scaldanti, che vengono annegate completamente nello strato di supporto (il “massetto”), generalmente costituito da calcestruzzo. Infine, si ricopre il massetto con il rivestimento finale: solitamente piastrelle, ma anche parquet, linoleum, moquette. Gli altri due tipi hanno un metodo di messa in atto simile e sono il sistema di impianti con tubi sotto lo strato di supporto e gli impianti annegati in uno strato livellante, in cui lo stato aderisce ad un doppio strato di separazione.