“Per cercare di ridurre le enormi disuguaglianze alimentate dalle ultime crisi finanziarie, il primo passo da effettuare è quello di mettersi d’accordo per un cosidetto giubileo del debito. Il secondo, per equilibrare un minimo di giustizia morale tra cittadini e “poteri forti” è la stesura di un programma definito Quantitative Easing per la gente. Questo per bloccare gli attuali piani delle banche centrali che mirano solo e soltanto a salvaguardare i grandi istituti finanziari loro azionisti, mentre il popolo viene vessato con tasse sempre più alte e tagli sul welfare e una recessione incalzante.”
Sono queste le parole di Luca Ciarrocca, direttore di italia.co, per risanare l’economia globale. Nel suo nuovo libro “Rimetti a noi i nostri debiti”, il giornalista chiede che i debiti pubblici siano cancellati o per lo meno che siano ristrutturati, a iniziare dalla Grecia ormai fallita e “promessa sposa” per i prossimi 20 anni all’austerity. Ovviamente, afferma lo scrittore, c’è da abbinare un piano concordato per finanziare i progetti di piccole imprese e famiglie, per non utilizzare il capitale delle banche centrali (Fed e Bce) che vanno a gonfiare i guadagni di banche commerciali e multinazionali quotate.
Il risultato? I ricchi, in particolare gli squali del mondo della finanza, si sono arricchiti lasciando le briciole agli altri, a discapito della classe media, che si e’ impoverita e stenta a sopravvivere.
Con una prefazione di Giulio Sapelli (storico dell’economia e professore ordinario di Storia economica presso l’Università degli Studi di Milano) e il sostegno delle opinioni di illustri economisti come Stiglitz, Rogoff, Krugman, Reinhart, Friedman e Sachs, il libro è una denuncia oltre, che sul piano economico, anche su quello politico.
Il concetto è molto semplice: il debito è un cancro per la crescita e rende sempre più poveri i cittadini, per i tanti miliardi da pagare per il servizio del debito stesso (l’Italia paga 65 miliardi di euro di interessi all’anno, secondo i calcoli di Ciarrocca). Quindi, si evince che più debito equivale a piu’ tasse.
“Quale possa essere la ricetta per invertire la rotta? Ripartire tutti da zero.” – dichiara il direttore di Italia.Co.
Questo fa paura ai grandi affaristi e leader politici, che hanno beneficiato come pochi dei piani straordinari di allentamento monetraio, messi in atto nel 2008 dalla Federal Reserve e da Marzo 2015 dalla Bce.
Il progetto di dominio globale da parte di alcuni “banksters” – dichiara Ciarrocca – è davvero preoccupante e bypassa i governi e parlamenti, mentre i partiti ignorano gli elementi essenziali della questione. Bisogna spezzare questa egemonia.