La vicenda politica che sta catalizzando l’attenzione in questi primi giorni dell’anno è senza dubbio la cattura del presidente venezuelano Nicolas Maduro da parte degli Stati Uniti. Il pretesto di questa operazione riguarda il narcotraffico, la realtà però è la voglia di Trump di mettere le mani grandi ricchezze di materie prime del paese sudamericano.
Petrolio come primaria fonte di ricchezza
Fra petrolio e minerali, il Venezuela è un territorio di una ricchezza estrema. Sul piano strutturale, resta fortemente dipendente dal petrolio (circa l’85% delle entrate in valuta) riguardo al quale il Venezuela detiene quasi un quinto delle riserve provate mondiali (circa 303 miliardi di barili).
Teoricamente il Venezuela potrebbe diventare tra i maggiori produttori di petrolio al mondo. Proprio questo rende ancora più incredibile il paradosso economico di un paese che ha un altissimo indice di povertà (circa l’80% della popolazione secondo Associated Press).
Uno scenario critico
Il quadro generale del Venezuela è a dir poco drammatico. La valuta nazionale il Bolivar, è in caduta libera e l’accesso ai tassi ufficiali in dollari eè limitato. Nell’ultimo anno rispetto al biglietto verde la svalutazione è stata del 479%, cosa che ha fatto scattare da tempo gli ordini limite buy sell sulla valuta locale.
Con una valuta che praticamente vale carta straccia, si assiste sempre di più alla dollarizzazione dell’economia. Ma non è facile procurarsi la valuta straniera, per cui una parte crescente della popolazione si muove sempre più spesso sui canali crypto per ottenerla. Secondo delle stime riportate da Euronews, gli scambi di valuta su questo circuito sarebbero ormai circa due terzi del totale.
Inflazione, salari e tensione sociale
Chi però rimane legato ai redditi in Bolivar patisce gli effetti di un’inflazione galoppante, che nel 2025 è attesa attorno a 270% (i dati ufficiali non vengono pubblicati da ottobre 2024). La gran parte della popolazione vive con un salario minimo che fermo al 130 Bolivar, meno di un dollaro, molto al di sotto della soglia di povertà estrema che l’ONU ha fissato a 2,15 dollari al giorno. Tutto questo, oltre ad aumentare la disuguaglianza economica all’interno del paese, alimenta fortemente il rischio di tensioni sociali. Ancor più adesso che, si è aperta una fase di grande incertezza politica e istituzionale a Caracas.