Saranno sì e no una cinquina d’anni che, da più fronti, si annuncia l’imminente morte della link building, così come è stata intesa fino ad oggi. In futuro, i link acquisiti naturalmente saranno gli unici ad avere realmente valore, no all’article marketing, no ai guest post a pagamento, no agli scambi di link.
Ogni agenzia SEO Lecce, Milano o Roma ha conosciuto e preso parte a questo dibattito e l’opinione condivisa è che serva un nuovo approccio verso l’acquisizione dei link, orientato sempre più verso le dinamiche social e di digital Pr.
La link earning
Il concetto di link building perde terreno in favore di una nuova impostazione che va verso la link earning: con il primo modello, un link viene spesso creato ad arte, inserito in un contenuto più o meno utile piazzato su portali appositi e fine della storia; altro giro, nuova corsa, nuovo articolo e nuovo link.
Con la link earning, invece, il focus si sposta sulla qualità dell’elaborato; qualità che sottende concetti quali esclusività, utilità, chiarezza, efficacia. Attraverso la qualità, un contenuto si lascia scoprire dalla rete, alimenta condivisioni e nuovi link in entrata. La link building muore e risorge dalle sue ceneri con nuove vesti.
La link building sta davvero morendo?
Ma le cose stanno davvero così? Insomma, diamo ormai per scontato che un link a tema all’interno di un sito autorevole ha molta più rilevanza di un pacco di articoli acquistati a pochi euro sul web. D’altra parte, però, affermare che la link building più tradizionale, ad oggi, non sembra così intenzionata a concedersi l’eutanasia. I tempi per un salto di qualità sono maturi ma la piena acquisizione del nuovo paradigma appare francamente ancora distante. Le evoluzioni del sistema di assegnazione di valore di Google è già mutato e continua a farlo costantemente; forse la vera rivoluzione del sistema sarà silenziosa e talmente graduale da non darci il tempo di realizzarlo se non una volta compiuta ma, fino a quel momento, la link building se la passa ancora discretamente bene.