Psicoterapeuta Cuneo, Dott.ssa Silvia Parisi: La Terapia del Comportamento

La psicoterapeuta Cuneo, Dottoressa Silvia Parisi, ci parla degli sviluppi e della diffusione della psicoterapia cognitivo comportamentale.

La terapia del comportamento così si chiama perché si costituisce – negli anni 50 e 60- in duro conflitto con le psicoterapie tradizionali e a esse si contrappone fin nel nome: il comportamento è esso stesso dell’oggetto della terapia, non è il sintomo di qualche altro oggetto.
In altre parole, il trattamento rivolto in modo diretto ad alterare i repertori comportamentali del paziente, a differenza della psicoterapia tradizionale che sarebbe volta, in modo diretto, ad alterare l’organizzazione intrapsichica del soggetto e, come conseguenza indiretta, a modificare il suo comportamento. Le origini effettive della terapia del comportamento sono collocabili negli anni 60.
Gli anni 50 possono meglio se descritti come la stagione dei pionieri e dei primi albori. In quegli anni vanno ricordati tre nuclei che risulteranno storicamente determinanti, nuclei dispersi in tre diversi continenti. In Sudafrica son Wolpe, Lazarus e Rachman, i quali sviluppano modalità di decondizionamento/controcondizionamento delle reazioni emozionali sulla base di sperimentazione sull’animale nell’ambito del condizionamento pavloviano e della teoria dell’apprendimento di Hull. Wolpe, in particolare, mette a punto la tecnica di ” desensibilizzazione sistematica” ed espone risultati più che lusinghieri nel suo saggio Psycotherapy by Reciprocal Inhibition del 1958. Questo gruppo presso si disperde: Lazarus e Wolpe emigrano negli Stati Uniti, Rachman va a lavorare a Londra nell’istituto di Eysenck. A Londra, presso il Maudsley Hospital, Eysenck incoraggia allievi e collaboratori in una pratica terapeutica (molto più realistica) che si basa sui principi dell’apprendimento invece che sugli assunti tradizionali (psicodinamici). Negli Stati Uniti Skynner nella sua scuola studiano il condizionamento operante con pazienti psicotici profondamente regrediti. Sempre Skinner offre in Scienza e Comportamento una reinterpretazione della psicoterapia tradizionale come un’attività di carattere educativo, basata su involontari processi di condizionamento verbale e sociale che derivano dal rinforzo verbale sociale erogato dello psicoterapeuta-non direttivo e dallo psicoanalista.
Viene 60 vedono il primo sviluppo della terapia del comportamento e la sua prima diffusione (soprattutto) del mondo anglosassone. Il ritmo di crescita e assolutamente impressionante. Possiamo considerare come un indice di sensibilizzazione teorica e produttività scientifica il numero di pubblicazioni recensite negli Psychological Absract. Pur partendo praticamente da zero, la terapia del comportamento raggiunge in pochi anni i livelli che erano propri della terapia centrata sul cliente, e della psicanalisi.
Lungo ieri 60 gran parte dell’attenzione di clinici studiosi e volta a valutare l’effettiva efficacia delle tecniche comportamentali, in particolare della desensibilizzazione sistematica, e a sviluppare un armamentario clinico-terapeutico. All’inizio degli 70 la terapia del comportamento si è già imposta, in paesi come l’Inghilterra e negli Stati Uniti, come presenza di pieno diritto e di primo piano.

Articolo Scritto da: Dottoressa Silvia Parisi, psicoterapeuta a Cuneo.