Vincoli edilizi più stretti rischiano di produrre l’effetto opposto agli obiettivi del piano, secondo l’agenzia monzese
Monza, settembre 2026 – Il Consiglio Comunale di Monza si prepara a votare il nuovo Piano di Governo del Territorio (PGT), lo strumento che definirà lo sviluppo urbanistico della città nei prossimi anni. Obiettivi come la riduzione del consumo di suolo, il recupero delle aree dismesse, l’aumento del verde e il miglioramento della qualità urbana raccolgono ampio consenso, ma secondo Attilio Bassi, titolare di Bassi Immobiliare, agenzia attiva da oltre 25 anni sui mercati di Monza e Milano, la loro applicazione rischia di produrre l’effetto opposto a quello dichiarato.
I nuovi vincoli edificatori, spiega Bassi, aumentano i costi di trasformazione delle aree e riducono la sostenibilità economica degli interventi di recupero. Il risultato, in una città dove la domanda abitativa resta strutturalmente alta grazie alla vicinanza con Milano e al futuro prolungamento della metropolitana M5, atteso nei prossimi anni, è una probabile contrazione dell’offerta di nuove abitazioni, con una conseguente spinta al rialzo dei prezzi.
“I vincoli imposti dal nuovo PGT comportano un aumento dei costi di trasformazione delle aree e una minore sostenibilità economica degli interventi, portando al risultato opposto rispetto a quanto annunciato”, scrive Bassi in una lettera aperta indirizzata all’amministrazione comunale. “Manca il collegamento tra l’ideologia e la realtà del mercato.”
Il titolare dell’agenzia aggiunge che a pagare il conto sarebbero soprattutto le giovani coppie e il ceto medio, progressivamente esclusi dall’acquisto della prima casa, oltre agli operatori dell’edilizia, settore che rappresenta circa il 21% del PIL nazionale considerando l’intera filiera produttiva.
Nella lettera, Bassi affronta anche il tema dell’housing sociale e dell’edilizia convenzionata, strumenti utili ma da soli insufficienti a coprire il reale fabbisogno abitativo di Monza: non tutte le famiglie possono accedervi, e la disponibilità di alloggi convenzionati resta comunque limitata rispetto alla domanda. Per questo, sottolinea, anche il mercato libero deve restare accessibile. Bassi non contesta gli obiettivi di sostenibilità del piano, ma chiede un maggiore dialogo tra amministrazione comunale e operatori del settore, perché principi condivisibili non restino dichiarazioni d’intenti senza reali ricadute positive per i cittadini.
Per chi sta valutando l’acquisto di una casa a Monza, il suggerimento di Bassi Immobiliare è di non rimandare la decisione: con le nuove restrizioni destinate a frenare l’attività edilizia privata nel medio periodo, la disponibilità di immobili nuovi sul mercato potrebbe ridursi già nei prossimi anni.