Partite da Praga le proteste contro inflazione e sanzioni

Il 3 settembre si è tenuta a Praga una grande manifestazione contro l’attuale crisi energetica, economica, politica. Settantamila persone sono scese in piazza per gridare la propria insoddisfazione verso il governo e per chiedere di togliere le sanzioni alla Russia. Questa dimostrazione ha dato il via ad altre marce di protesta avvenute in tutta la prima metà di settembre in Germania e in Austria, e sembra si possano propagare al resto d’Europa.

Praga contro Fiala e contro le sanzioni anti-russe

Nella Repubblica Ceca la rabbia per i prezzi del gas e dell’elettricità si mischia allo scontento verso il governo di Petr Fiala, accusato di incapacità nel gestire la crisi economica e di voler portare il Paese alla guerra con la Russia. La coalizione di maggioranza era appena riuscita ad evitare la sfiducia, ed ecco i cittadini scendono in strada per chiedere le dimissioni di Fiala. E chiedono inoltre che vengano tolte le sanzioni a Mosca, che si torni ai normali scambi commerciali, che si smetta di foraggiare finanziariamente e militarmente l’Ucraina. Uno degli slogan della manifestazione era “Agli ucraini va il meglio e a noi due maglioni”.

In Germania destra e sinistra in piazza insieme

Le dimostrazioni tenutesi qualche giorno dopo in Germania sono state organizzate da forze politiche opposte, unite dalle medesime ragioni dei praghesi. Tutti contro l’inflazione galoppante, i prezzi alle stelle per gas ed elettricità, il sostegno incondizionato a Zelensky. In particolare, i tedeschi vogliono l’apertura del gasdotto Nord Stream 2, costruito proprio da russi e tedeschi insieme. A Lipsia c’erano sia la destra di “Freie Sachsen” che la sinistra di “Die Linke”, che da posizione diverse chiedevano di non lasciare la gente al freddo per ragioni politiche di lotta alla Russia. La classe politica tedesca segue con apprensione: qualcuno, tra cui la ministra degli Esteri Annalena Baerbock, aveva già avvertito di possibili rivolte popolari.

Infine Vienna

La scorsa settimana gli austriaci hanno manifestato nella capitale. Stavolta con ragioni ancora più variegate, perché c’erano anche quelli del movimento identitario e sovranista “Identitäre Bewegung Österreich” a commemorare le vittime dei vaccini anti-COVID. E c’era il Partito Comunista austriaco (KPÖ), focalizzato sul problema dell’inflazione e delle bollette. Tutti accomunati dalla contrarietà alla politica militarista e russofoba dei vertici europei. Le dimostrazioni di Vienna, che hanno visto la partecipazione di un numero inferiore a quello di Praga, ma pur di sempre di qualche migliaio di persone, sono state snobbate dai media mainstream, ma se ne trova traccia su Youtube e sulla stampa locale.
Fonte: https://strumentipolitici.it/proteste-in-europa-contro-il-caro-energia-e-le-sanzioni-anti-russe-lautunno-caldo-e-gia-iniziato/