Pagamenti, il contante si usa sempre di meno. Avanzano gli strumenti “alternativi”

Il mercato continua a evolversi verso un utilizzo sempre maggiore di strumenti di pagamento alternativi al contante. Sta quindi diventando sempre più cashless.
Lo dimostra il fatto che malgrado la profonda riduzione dei consumi a causa della crisi pandemia, il pagamenti effettuati con strumenti diversi dal contante sono cresciuti del 15% a livello nazionale.

Come stanno cambiando i pagamenti

pagamentiAd analizzare in dettaglio questa tendenza è stata la 19° Edizione dell’Osservatorio Carte di Credito e Digital Payments, un documento che è stato curato da Assofin, Ipsos e Nomisma con il contributo di CRIF.

Una bella spinta è arrivata dalla pandemia, che ha costretto molti utenti a utilizzare i canali telematici per i propri consumi.
La crescita dell’e-Commerce è stata senza dubbio un volano importante per imprimere una forte crescita delle transazioni online, che nei primi 6 mesi del 2021 sono giunte al 22% del totale delle operazioni complessive via carta opzione/rateale.

L’analisi del livello di rischiosità del comparto delle carte, evidenzia inoltre una lieve riduzione del tasso di sofferenza.

Carte di debito, credito e prepagate

Se è cresciuto l’utilizzo delle carte di debito (sia per numero di operazioni che per importi complessivi transati), hanno invece rallentato le carte di credito. Le prime hanno beneficiato soprattutto del cashback di Stato.
In linea con quanto accaduto negli anni scorsi, e come era stato previsto tramite gli indicatori che anticipano il trend, ha vissuto un forte incremento il segmento delle carte prepagate. L’aumento è sia in numero (+19,%) che in valore delle transazioni (+16,7%). Inoltre le prepagate in circolazione sono aumentate di oltre il 10% nell’ultimo anno.

Complessivamente è salita la frequenza media di utilizzo mensile delle carte, salita a 3.7.

Meno contante

Un altro dato importante che rivela l’andamento del fenomeno, è la forte riduzione dell’approvvigionamento del contante. I prelievi dagli operatori Stp o Ecn sono infatti scesi (per importo) del 17.2%. Inoltre nel documento viene evidenziato l’esito di un sondaggio, secondo il quale il segmento dei Cash Lovers è calato del -23% rispetto al 2020.

L’aspetto più rilevante è che senza dubbio la pandemia ha favorito uno switch tra contante e strumenti digitali, tuttavia anche quando la crisi sarà del tutto alle spalle, una parte di questa “opera” rimarrà radicata nelle abitudini di consumo.