Roma, 13 maggio 2026 — Si intitola Nessuno mai che abbia sentito russare le stelle ed è il nuovo libro di Carmine Mangone, disponibile gratuitamente in digitale grazie alle scelte autoriali di rimanere fuori dai circuiti del copyright e al lavoro di Edizioni Ab Imis. L’idea è quella che un contenuto di pregio a livello editoriale, curato nei dettagli e scritto con lucidità possa esistere e resistere senza cedere alla lusinga della proprietà e della parola-merce.
Ecco i siti che ospitano l’opera:
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Cosa aspettarsi, quindi, da questo libro? Di trovarsi all’incrocio fra prosa, poesia e saggistica, fianco a fianco con l’anarchia gentile di Carmine Mangone, che inaugura con questo lavoro una nuova esperienza del vivente.
Il libro si apre e si chiude con l’alchimista medievale Nicolas Flamel, che diventa simbolo dell’incompiutezza strutturale del vivente.
Flamel attraversa le epoche cercando la “Grande Opera” (la trasmutazione del piombo in oro o della morte in immortalità), ma scopre che il vero successo alchemico risiede altrove — dove? Sarà il lettore a scoprirlo.
In un’epoca in cui l’anima dell’Occidente sembra essersi smangiata fino a divenire un software, Mangone ci invita a un radicale cambio di prospettiva. Il libro non propone una poesia umanistica da salotto, ma un’esperienza poetica intesa come pratica quotidiana del bello e del gratuito.
Inutile cercare di riassumere una trama che non accetta riduzioni. Qui non siamo soltanto davanti a un’ibridazione stilistica, ma faccia a faccia con il desiderio (o re-siderio) dell’autore di restare umano e farsi agitatore poetico per riunire i principi della vita contro l’atomizzazione digitale.
La struttura stessa del libro si presenta come un evento narrativo, sinfonico. Si muove dalla prefazione di Viviana Leveghi (che introduce il difetto di simmetria), attraversa il corpo centrale di Carmine Mangone con tutta la densità umana e culturale tipica di questo autore che, attraverso la sua esperienza poetica approda alla postfazione di Filippo Pretolani, il quale a sua volta proietta il tutto nella Fractosfera, un campo di realtà dove le parole diventano messaggi in codice per il cosmo.
La magia a partire dal titolo.
Il Nessuno del titolo è volutamente lontano da un’entità astratta e rappresenta ogni vivente prima e al di fuori dell’esperienza poetica. Doppietta: il soggetto negativo è seguito da un avverbio di tempo negativo. Questi due elementi negativi concordano per concorrere all’intensità. Ciò che ne risulta è un effetto sospeso, esoterico-sapienziale, quasi biblico in un certo senso.
Ogni scelta all’interno dell’opera merita un’attenzione filologica: gli appassionati lettori di Mangone non faranno fatica a risalire all’ascendenza latina nella costruzione della frase (nemo qui…); le immagini possibili generate da accostamenti impossibili sono tremendamente surrealiste; russare introduce un elemento carnale e anti-lirico che contende lo spazio poetico alle “classiche” stelle. Come in alto, così in basso.
Ecco i siti che ospitano l’opera:
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