Mercato vinicolo, l’Italia regge (e cresce) nonostante la crisi

I numeri rendono inequivocabilmente l’idea di un mercato vinicolo che in Italia continua ad essere vivace e performante, nonostante la crisi economica e lo spettro di una recessione che avanza.

I numeri del mercato vinicolo

mercato vinicoloNel 2021 il valore del imbottigliato ed anche numero di certificazioni sono aumentati, fornendo la prova della solidità di questo settore. L’imbottigliato certificato ha sfiorato i 10 miliardi di euro. Queste cifre sono l’11 % in più rispetto al 2020 e il 12% in più rispetto al 2019.
Chi pronosticava scenari pessimistici se non addirittura catastrofici per il mercato vinicolo, a causa della pandemia e dello scoppio della guerra, dovrà ricredersi.

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I fiori all’occhiello del mercato vinicolo italiano rimangono nella zona del NordEst. La culla del prosecco è cresciuta del 22,7% nel biennio 2020-2021, con un indicatore ATR in costante crescita. Siamo giunti così a produrre una cifra leggermente inferiore al miliardo di bottiglie.
Se il prosecco continua ad essere il traino del settore, vanno rimarcate le performance di altre denominazioni. Il Brunello di Montalcino ad esempio ha registrato un incremento del 40%. Il Barolo ha segnato una crescita del 27%. Bene anche Gavi, Franciacorta e Chianti Classico, tutti con rialzi in doppia cifra.

La criticità

Volendo trovare un difetto nel sistema vinicolo è la sua eccessiva concentrazione. Le prime 50 denominazioni coprono infatti il 95% del valore economico complessivo del mercato, e la quasi totalità dei lotti di export verso l’estero. Sull’altro fronte della classifica, le ultime 100 denominazioni coprono appena lo 0,47% del mercato.

Tutto questo evidenzia un fattore di criticità, ossia l’eccessiva dipendenza del mercato vinicolo italiano da poche decine di determinazioni. Poche sono le protagoniste del mercato, mentre le altre hanno un ruolo quasi da spettatore. Da qui l’esigenza di riconsiderare le regole di base del sistema, così da favorire le aggregazioni riducendo il numero di denominazioni. Sostituendole magari con una semplice menzione in etichetta.

Un altro fattore importante, che tuttavia il mercato vinicolo italiano ha ben compreso da tempo, è la sempre maggiore attenzione dei consumatori alla sostenibilità. La certificazione dei vini bio e sostenibili è considerato sempre di più un fattore di superiorità. L’attenzione alla responsabilità sociale ed economica dell’azienda produttrice.