I collezionisti possono essere bizzarri, ma molto spesso sono anche fini conoscitori di arte e artisti. Vale per la pittura, l’arredamento, il design e la moda. Oggetti che a tutti gli altri sembrano insignificanti non sfuggono all’occhio lungo del collezionista, che in un attimo valuta anno di fabbricazione, valore economico, pregio artistico. Succede anche con i jeans e i bottoni in metallo, oggetto di vero culto per alcuni, che girano senza sosta per fiere e mercatini alla ricerca del pezzo raro e unico.
I bottoni di Picasso per Chanel e quelli di Giacometti per Schiaparelli
Tra i bottoni più desiderati dai collezionisti ci sono quelli che Pablo Picasso scolpì per Coco Chanel per dei modelli datati 1920 (oggi custoditi al Museo del Bottone a Santarcangelo di Romagna, messo su proprio da un grande collezionista, Giogio Gallavotti, con i suoi 12 mila bottoni) e quelli in metallo che il famoso scultore Alberto Giacometti creò per Elsa Schiaparelli (oggi nella collezione privata Schiaparelli per Christie’s). Ma senza arrivare così in alto, anche i bottoni metallici sulle divise da guerra sono ricercatissimi, senza parlare di quelli attaccati ai primi 5 tasche Levi’s del secolo 19°.
Alla ricerca dei cinque tasche di fine ‘800
I più determinati sono quelli che cercano jeans e bottoni personalizzati made in Italy, tutti insieme, in fiere e mercatini di un certo livello. Qui le sorprese potrebbero non mancare. In alcune fiere/mostre, ad esempio, sono stati esposti i primi cinque tasche Levi’s, datati 1890, indossati dai costruttori delle ferrovie e dai minatori americani. Così come degni di ammirazione (e ricerca) sono i jeans anni ’50, con bottoni in metallo oggi molto in voga per l’effetto vintage.