L’intenso paradigma semantico nella pittura di Alessandro Giordani

Alessandro Giordani è in primis un artista del cuore, un pittore del sentimento, un creativo nel trasporto dell’anima, che non cerca una propria auto celebrazione sterile e un esibizionismo estremo, ma compie una sua selezione semantica ben precisa e ponderata, per trasferire dentro la sua arte pittorica un intenso paradigma di significati pregnanti a cui dare voce e pensiero riflessivo, destinati alla società e alla collettività. La sua formula astratta si presta ad una vasta prerogativa interpretativa e lascia dunque un campo di approccio su più visioni differenziate. La sua è un’arte aperta, per così dire democratica, che non impone e non si impone con autoritarismo e presunzione di sentenza e di giudizio. Alessandro si accosta e si affianca allo spettatore mettendosi a pari livello, per avere un contatto e un afflato empatico immediato, senza proforme e preconcetti. Ecco il segreto della sua pittura, quello che la rende sempre vincente: il dare fino in fondo la possibilità di sentirsi a pieno diritto e a pieno titolo insieme a lui costruttori e promulgatori di visioni, di ideali, promotori di valori, di principi, di speranze, di idee. Questo lo rende davvero speciale come artista e lo qualifica nella sua grande purezza di onestà intellettuale“. Così afferma la dottoressa Elena Gollini nel manifestare il suo elogio verso l’operato artistico di Giordani e anche verso le sue virtù umane traslate nella pittura. E continua: “Scriveva Wolfgang Goethe -Dove c’è molta luce l’ombra è più nera. La pittura di Giordani illumina il nostro presente, rendendo il percorso di approccio uno svelamento di rivelazione, una scoperta sorprendente. Per lui fare arte diventa una “terapia” necessaria per affrontare la realtà e viverla in modo naturale, generando emozioni speciali e situazioni inattese. Scrive Alessandro Baricco -Accadono cose che sono come domande. Passa un minuto oppure anni e poi la vita risponde-. Lo stesso sentimento si sprigiona nelle opere di Giordani, che recupera nella dimensione narrativa l’idea del racconto che si interrompe, ma poi rinasce e prende altre strade. La vita come l’arte vive di domande senza risposte, che invitano a riflettere e ad interrogarsi. Per Giordani la pittura è dunque un viaggio esteriore con rispondenze e corrispondenze segrete, che ci aiuta a capire il nostro tempo e diventa conoscenza interiore. Per Alessandro dipingere è raccontare la vita, entrando in un tempo sospeso, in un luogo inventato, ma più vero e consistente della realtà”. “Ora voglio assolutamente dipingere un cielo stellato. Spesso ho l’impressione che la notte abbia una ricchezza di colori maggiore del giorno, colorata dei viola, i blu, i verdi più intensi” (Vincent Van Gogh).