L’emergenza Covid-19 e la reazione della comunità internazionale: il pensiero di Paola Severino

I legami tra emergenza sanitaria e criminalità, la “misinformazione”: le riflessioni di Paola Severino nel nuovo episodio del ciclo di podcast che l’Istituto Affari Internazionali ha incentrato sui temi del Covid-19 e della comunità internazionale.

Paola Severino

Paola Severino: l’emergenza Covid-19 ci ha fatto comprendere il valore fondamentale dell’autoregolamentazione

“La mia prima reazione quando hanno incominciato a diffondersi le notizie sulla pandemia e sulla sua dimensione è stata che saremmo stati tutti messi alla prova”: l’Istituto Affari Internazionali ha invitato Paola Severino a parlare dell’emergenza nel terzo episodio del ciclo di podcast lanciato su Covid-19 e comunità internazionale. “Siamo una generazione fortunata” osserva la Vice Presidente dell’Università LUISS Guido Carli nel suo intervento: “Siamo nati dopo la guerra, abbiamo visto l’Italia soltanto crescere e abbiamo avuto 70 anni di straordinaria, quasi totale, mancanza di guerre in Europa”. Il forte ottimismo che ne è conseguito e la convinzione “di poter vincere qualunque sfida, soprattutto nel campo medico” ora sembrano infrangersi davanti all’espandersi del virus, anche perché “per i primi tempi noi siamo stati raggiunti solo da notizie di morte: un numero di morti che crescevano, un numero di ricoverati che saliva”. Paola Severino rileva quindi come questo scenario, certamente negativo, abbia tuttavia portato a comprendere il “valore fondamentale” dell’autoregolamentazione: “Qui siamo stati abituati a capire che la violazione delle regole faceva male a noi stessi prima che agli altri. Da lì questo concetto di dover mettere in equilibrio tutta una serie di valori: la libertà con la salute e con l’economia. Far combaciare ambiti che solitamente camminano su strade diverse tra di loro”. E ancora: “Un altro concetto. Il margine tra ciò che è mio e ciò che è degli altri, tra il privato e il pubblico si è assottigliato, perché abbiamo capito che la nostra salute sarebbe stata tutelata dagli altri, cioè dal fatto che gli altri si sottoponessero alle stesse regole alle quali noi ci siamo sottoposti”. Si è venuto così a creare “un senso di responsabilità”, come rileva la giurista: “Credo che se dovesse rimanere nelle nostre menti sarebbe un grande segnale di crescita per il Paese”.

Paola Severino: per combattere “misinformazione” e criminalità serve armonizzare le legislazioni

Nel podcast dell’Istituto Affari Internazionali sulle implicazioni del Covid-19, Paola Severino riflette anche su un altro aspetto messo in luce dall’emergenza: il proliferare di fake news. In particolare, la Vice Presidente dell’Università Luiss Guido Carli evidenzia come il fenomeno non sia stato misurato con regole comuni. Da qui le considerazioni sul diverso livello di mortalità tra i Paesi, il numero di infetti. Manca quindi un sistema di misurazione comune: terreno fertile per l’affermarsi di “una “misinformazione”, che sfrutta anche questo tragico evento per affermare una concorrenza tra Paesi che non si svolge in maniere leali. Quello della concorrenza sleale è un fenomeno che abbiamo studiato molto. Normalmente avviene nel campo dell’economia, con regole diversificate, ma oggi vediamo lo stesso fenomeno riferito alla pandemia”. Paola Severino analizza infine come la criminalità stia sfruttando l’emergenza: “Incominciano a esserci degli allarmi da questo punto di vista che ci raggiungono per strade diverse. A me l’ha dato una scuola raggiunta da un video nell’ambito di un progetto, che si chiama “legalità e merito” e che la mia Università sta conducendo, nel quale i nostri giovani sono tutor di legalità in queste scuole. Quella dirigente scolastica mi ha aperto gli occhi, dicendomi “professoressa, qui c’è gente che non ha da mangiare. Il progetto “legalità e merito” può continuare, perché abbiamo i mezzi per farlo, ma la prima cosa alla quale dobbiamo pensare è dare dei pacchi alimentari a queste famiglie, evitando che gliele procuri la criminalità organizzata”. Spostando il focus sulle aziende poi, sulla crisi di liquidità “o provvede lo Stato, con molta tempestività e con molta forza, oppure provvederanno le organizzazioni criminose, le quali, essendo dotate di capitali immensi – il denaro nero produce fiumi di liquidità – interverranno per il cosiddetto salvataggio di queste aziende o per la loro acquisizione”. L’auspicio è quindi che “le nostre legislazioni si armonizzino, come dovrebbero anche i criteri di misurazione di questo virus”: se non si usano le stesse regole “credo che combatteremo questo fenomeno con molta meno efficacia perché avremo le armi spuntate”.