Pubblicità

Le parole del senatore Tuberville scuotono il Congresso

Il senatore dell’Alabama Tommy Tuberville ha espresso delle idee molto precise e molto pesanti a proposito della politica estera americana in Ucraina. Le ha affermate nel corso della trasmissione di cui era ospite, quella dell’ex consigliere di Trump Steve Bannon. E ha sollevato parecchie polemiche.

Critiche a Biden e Zelensky

Tuberville si è arrabbiato per la strumentalizzazione che Biden ha fatto delle recenti celebrazioni del D-Day. Il presidente ha infatti paragonato gli eroi della Greatest Generation che combatterono il nazismo agli ucraini in guerra con Mosca. Al senatore questo non sta bene, perché sminuisce quanto fatto 80 anni fa da nonni e bisnonni contro il nazismo. Ed è anche preoccupato che l’amministrazione Biden, per non essere mandata a casa dalle elezioni di novembre, finisca per scatenare una guerra con la Russia e restare così in carica per forza di cose. Cioè quanto fatto in pratica da Zelensky, oggi presidente illegittimo: Tuberville lo definisce un “dittatore”.

La Russia vuole la propria sicurezza, non l’Europa

Il senatore dell’Alabama fa un parallelo molto semplice ed efficace. Agli americani chiede infatti: come reagiremmo se qualche potenza straniera volesse piazzare armi e missili in Messico? Ecco, più o meno la stessa cosa è capitata in Ucraina, e la Russia ha reagito in modo sostanzialmente comprensibile. A Putin non interessa conquistare l’Europa, come certi propagandisti occidentali scrivono e dicono in tivù pure in Italia, ma vuole creare le condizioni per la sicurezza militare e strategica della Federazione Russa. E la prima condizione è che l’Ucraina non sia foraggiata militarmente dalla NATO o che addirittura ne diventi membro.

Tuberville a sua volta criticato

Non si è fatta aspettare la replica di colleghi senatori e pure della stampa mainstream. Dopo dichiarazioni così di buon senso ma ahimè controcorrente, The New Republic e Alabama Political Reporter gli danno del complottista, del leccapiedi di Putin e altre amenità. La senatrice dem del New Hampshire Jeanne dice che Tuberville “vomita propaganda russa” e il falco repubblicano Lindsey Graham dice che rappresenta una “anomalia” all’interno del suo partito. Sarebbe potuto andare peggio a Tuberville ancora un anno fa oppure due, peggio ancora. Lo avrebbero letteralmente sbranato, perché l’atmosfera era molto più pesante e censoria di quella attuale. Oggi tanti si sono svegliati dal torpore e ragionano con la propria testa, ma guai a quei politici che dicono verità scomode in maniera semplice e diretta. Fonte: https://strumentipolitici.it/basta-armi-allucraina-zelensky-dittatore-la-russia-vuole-solo-sicurezza-le-dichiarazioni-di-un-senatore-americano-scuotono-il-congresso/

Pubblicità

Informazioni sull'ente

Giornalista presso la rivista on-line di geopolitica e attualità "Strumenti Politici".

strumentipolitici.it

Segnala un problema con questo comunicato

Almeno venti caratteri. Se segnali dati personali, indica quali.