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Le critiche al registro elettronico

Che poi a noi italiani ci piace così tanto fare polemiche. L’importante è che siano costruttive. In tema di istruzione, l’argomento più gettonato su cui sollevare polveroni non può che essere, ormai da due anni a questa parte, quello del registro elettronico, o per dirlo in burocratese, della dematerializzazione delle pratiche amministrative. Intendiamoci, di critiche da muovere ce ne sono, e pure parecchie, ma è necessario discernere quelle ragionevoli da quelle gratuite. Dal punto di vista della gestione normativa c’è davvero tanto da dire, basta pensare che da oltre due anni si attende la pubblicazione del Piano di Dematerializzazione da parte del MIUR con cui dare validità alla Legge 135/2012 e sancire così ufficialmente l’obbligatorietà per tutti gli istituti di dotarsi del registro elettronico. Tale documento era atteso a 60 giorni dall’emanazione della legge, risalente al 15 agosto del 2012, ma non è mai stato partorito. Ciò significa che la legge non ha validità effettiva e il Garante della Privacy non ha potuto porre la propria autorizzazione sulle procedure corrette da seguire. Allo stesso tempo il governo incoraggia alla digitalizzazione, ma senza il documento di cui sopra mancano le tutele legali per procede e i dirigenti scolastici devono farsi carico di responsabilità senza tutele. Poi ci sono problematiche di natura tecnica, tipo l’installazione di una linea internet adeguata o i dubbi relativi all’effettiva sicurezza del sistema nella gestione del backup o del trattamento dei dati. Altre critiche piovono in fatto di gestione del cambiamento da parte del personale coinvolto, visto e considerato che in Italia possiamo contare sulla classe docente più vecchia al mondo con appena il 2,7% degli insegnanti sotto la soglia dei 30 anni (dati OCSE 2013), e ciò pone interrogativi in relazione alla reale capacità degli stessi di assorbire una simile trasformazione sistemica. Le questioni più meramente sociali le lasciamo a chi abbia voglia di affrontarle. C’è chi teme che il registro elettronico possa annichilire il rapporto tra scuola e famiglie, chi invece sostiene che segnerà un nuovo modello, dove la pace e l’amore tra le due realtà potrà finalmente trionfare, ma questo è un discorso che merita un trattamento a parte.

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