Da sempre l’uomo consacra il suo legame con la terra attraverso gli elementi che questa produce, tra questi elementi ci sono sicuramente anche le erbe magiche usate in antichità da streghe e erboristi vengono tuttora impiegate o riprodotte chimicamente dai moderni laboratori farmaceutici per essere utilizzate contro molte malattie o malesseri.
Le più famose utilizzate dalle streghe del passato ci sono: la Mandragora, il Giusquiamo, l’Aconito, la Cicuta, lo Stramonio e la Belladonna, nonostante siano prodotti naturali queste vanno assunte con moderazione poiché prese in dosi forti possono essere nocive a causa della loro tossicità,
Il loro potere è talmente efficace che è sufficiente utilizzare piccole dosi delle varie erbe per la preparazioni di filtri d’amore e unguenti, la loro storia secolare se non millenaria ha dato vita a miti e leggende oltreché a vari pseudonimi che si sono tramandati fino ai giorni nostri.
Di seguito sono elencate alcune delle erbe più conosciute sia per le loro proprietà curative che magiche :
La Cicuta associata alla storia di Socrate, che si suppone si sia suicidato per mezzo di un miscuglio di cicuta, laudano e vino, una pozione che si dice regali la morte “dolce”.
Il Giusquiamo è un erba utilizzata ai tempi degli egiziani e dei greci, è associata al mito di Circe e della sacerdotessa delfica Pizia. Anche Medea viene associata alle proprietà velenose di questa erba…ma non è chiaro se lo usasse come veleno o come narcotico. Il Giusquiamo chiamata in antichità Herba Apollinaris aveva proprietà che la rendevano utile in vari modi come narcotico o sostanza psicotropa oltre che come veleno, di questa erba si sa anche che i guerrieri Galli usavano quest’erba per avvelenare le punte delle loro frecce.
LA Mandragola è il nome comune di un erba appartenente al genere delle Solanaceae, conosciuta e catalogata dal grande medico greco Ippocrate veniva utilizzata per curare sterilità e anche come anestetico.
Il suo mito fu alimentato dalle sue radici la cui forma ricorda quella di una figura umana da ciò sono derivate le leggende del pianto della mandragola ritenuto in grado di uccidere un uomo oltre al mito che narrava di questa pianta come fosse una creatura a metà del regno vegetale e animale.
L’Aconito è un’erba perenne appartenente alla famiglia delle Ranunculaceae, la sua tossicità è tale che questa pianta è stata conosciuta fin dai tempi dell’antichità come simbolo di maleficio e vendetta, fu utilizzata dai popoli antichi anche come veleno in guerra per dardi e giavellotti con punte avvelenate.
Anche in questo caso sono molte le testimonianze lasciate nella mitologia dei poteri di questa pianta che nel corso del tempo fu più volte associata a luoghi infernali e ad eventi funesti o bellici.
Lo Stramonio è una pianta a fiore della famiglia delle Solanacee anche essa molto velenosa, conosciuta anche come erba del diavolo ed erba delle streghe per le sue proprietà narcotiche, sedative ed allucinogene, utilizzate fin da tempi remoti sia a scopo curativo che nei rituali magici di molte tribù indiane.
La Belladonna è una pianta che prende questo particolare nome dall’impiego che ne viene fatto anche in cosmesi, anche essa caratterizzata dall’ alta velenosità delle sue bacche, fu molto utilizzata nel Rinascimento dalle dame che usavano questa pianta per dare risalto e lucentezza agli occhi in quanto aveva la capacità dilatativa di far aumentare la pupilla.