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La Storia di Don Mario Vaudagnotto

Un quarantenne trasferitosi a Bra (Cuneo), per potersi inserire a livello lavorativo e poter continuare il suo cammino di fede, si rivolge a Don Mario Vaudagnotto  presso il “Santuario Madonna dei Fiori” di Bra.
Don Mario Vaudagnotto sin dall’inizio si mostra disponibile, e promette di aiutarlo a trovare un lavoro e fargli iniziare un cammino serio di fede come diacono.
Il quarantenne trovandosi da solo, inizia a frequentare Don Mario Vaudagnotto e nasce una bella amicizia.
Don Mario Vaudagnotto inserisce il quarantenne da subito nell’animazione liturgica, presso la cappella dell’ospedale di Bra, e spesso la sera si ritrovano per pregare, cenare insieme, e provare i canti liturgici con la chitarra.
Dopo qualche settimana, di frequentazione assidua, (ogni sera si vedevano anche alla messa al Santuario Madonna dei Fiori di Bra) il quarantenne notò alcune attenzioni ambigue da parte di Don Mario Vaudagnotto.

Chiese informazioni al suo parroco Don Gigi Coello, che lo tranquillizzò e gli disse: “…con Don Mario Vaudagnotto sei in una botte di ferro…fatti pure guidare da lui..”.
Don Mario Vaudagnotto, disse al quarantenne di stare sereno, che lui avrebbe colmato il vuoto affettivo dei suoi genitori.
Tutto procedeva bene, specie a livello spirituale, ma mancava il lavoro, e la promessa di continuare un cammino come diacono.
Un pomeriggio, il quarantenne andò a confessarsi da Don Mario Vaudagnotto presso il Santuario Madonna dei Fiori di Bra, ma preso dallo sconforto, scoppiò in lacrime.
Don Mario Vaudagnotto cercò di consolarlo e gli propose di andare sù, nella sua camera n° 1 presso la casa del clero (adiacente al Santuario), per rimane più tranquilli, parlare con serenità e senza essere disturbati da nessuno. Il quarantenne accettò il suo invito, anche perché soffrendo di problemi alla prostata e vescica, aveva bisogno di andare in bagno.
Il quarantenne entrava per la prima volta nella casa del clero, adiacente al santuario, infatti non sapeva dell’esistenza di tale sistemazione dei sacerdoti accuditi dalle suore.
Entrati nello stabile con discrezione e religioso silenzioso, presero l’ascensore, che si aprì direttamente davanti la camera numero 1,
dove Don Mario Vaudagnotto alloggiava.
Don Mario Vaudagnotto aprì la porta che faceva entrare subito nel suo ufficio, accomodati, dopo aver parlato un pò, il quarantenne chiese di andare in bagno.
Allora, lo accompagnò attraversando la sua camera da letto, e gli indicò la porta del bagno. Naturalmente, per rispetto al sacerdote e privacy, entrato nel bagno chiuse la porta.

Dopo qualche minuto uscito dal bagno, il quarantenne trovò una scena che non avrebbe mai immaginato di trovare.
Il settantenne Don Mario Vaudagnotto, si trovava nudo sul suo letto, in posizione detta “alla pecorina” e si masturbava, chiedendogli di avvicinarsi … “vieni qua che ti consolo in pò, guarda non c’è nulla di strano siamo fratelli in Gesù”.

Il quarantenne, rimase allibito, in quanto mai un sacerdote con lui aveva assunto tale atteggiamento, e per giunta si trovava davanti una persona nemmeno molto pulita, visto che gli slip di colore bianco erano inguardabili.

Dopo molte provocazioni a sfondo sessuale, da parte di Don Mario Vaudagnotto, e mai accolte dal quarantenne.

Si sente bussare alla porta, e il prete trovandosi totalmente nudo, rispose “arrivo .. un attimo”.

Dietro la porta si trovava ad attenderlo, Mons. Piero del Bosco attualmente vescovo di Cuneo e Fossano.
Prima di aprire la porta chiusa a chiave precedentemente, non capendo il perché, mi chiese di nascondermi e non uscire.

Il quarantenne non capiva cosa stava succedendo, rimase in attesa del suo ritorno.
Arrivato dopo mezz’ora, gli disse che era il rettore del santuario e il vicario della diocesi di Torino Mons. Piero Del Bosco, che erano andati per richiamarlo, in quanto spesso portava persone nella sua camera e che sapevano che al momento nella sua camera c’era un uomo.
Da quel momento avevo ben capito, che avevo davanti un sacerdote settantenne con spiccate attitudini omosessuali.
Usciti dopo un pò dalla casa del clero, Don Mario Vaudagnotto celebrò la santa messa al santuario, come se niente fosse mai accaduto nella sua camera.

Il quarantenne ritornò a casa scioccato, deluso, demoralizzato per tutto quello che si era verificato.

Il giorno dopo il quarantenne, prese coraggio e ne andò a parlare in confessione con il rettore del santuario.

Ascoltati tutti i particolari scabrosi del quarantenne, il rettore del santuario gli disse: “Se vuoi che io ti dia l’assoluzione, devi promettere che non metterai più piede in questo santuario, e non frequenterai più quel sacerdote”.
Il quarantenne uscì dal confessionale senza assoluzione, e andò subito da Don Mario Vaudagnotto sempre in confessionale.
Entrato nel confessionale al santuario, Don Mario Vaudagnotto  precisò che dopo quello che era successo nella camera della casa del clero, non poteva più confessarlo, in quanto rischiava un’auto scomunica come sacerdote, e sarebbe stato ridotto allo stato laicale.
A questo punto il quarantenne si rivolse al suo parroco Don Gigi Colello, che lo liquido subito dicendo di non poter far nulla, e che doveva tutelare la categoria dei sacerdoti.

In conclusione, il quarantenne venne escluso da ogni attività parrocchiale, non continuo il cammino di diacono, venne discriminato e ferito, sia come cattolico praticante che come persona.
Visto che il quarantenne non aveva preso bene tutta la situazione, infatti da vittima, era passato come la persona responsabile di tutto l’accaduto, e quindi l’unica persona da punire e allontanare assolutamente dalla chiesa cattolica.

Decise di chiedere un incontro chiarificatore direttamente a Don Mario Vaudagnotto, lui accetto di vedersi a cena e parlarne serenamente.
Il quarantenne aveva deciso di procurarsi ogni prova con video-audio, che confermava la verità di quanto accaduto con Don Mario Vaudagnotto.
Infatti, all’incontro con il prete settantenne, il quarantenne raccolse tutte le prove video-audio.

Dopo qualche giorno il quarantenne chiese a Don Mario Vaudagnotto, di dare dimissioni dall’incarico di sacerdote, per aver fatto atti impuri-gesti sessuali con lui.

La risposta di Don Mario Vaudagnotto fu: “Io qui mangio e bevo, sono assistito dalle suore, stò bene, mica sono scemo. Anzi, é meglio non vedersi e non sentirsi più. Dimenticami.”

Il quarantenne fece recapitare al parroco Don Gigi Coello, rettore, e vescovo Mons. Cesare Nosiglia, il materiale video-audio, dove Don Mario Vaudagnotto, confermava tutto e si prendeva ogni colpa e responsabilità.
Non avuto nessun esito da parte della diocesi di Torino, il quarantenne, decise di contattare la stampa, che pubblico la storia il 24 giugno 2011, e cosi si rese possibile l’allontanamento di Don Mario Vaudagnotto dal santuario Madonna dei Fiori di Bra, in un luogo ancora oggi segreto.

Naturalmente, il quarantenne venne allontanato da ogni attività liturgica, nonostante le sue ottime qualità anche di musicista.

Chi ha insabbiato ogni situazione Don Mario Vaudagnotto, é stato elogiato dalla diocesi, mentre il vicario diocesano Mons. Piero Del Bosco e il responsabile della casa del clero Mons. Franco Brunetti, vengono persino nominati vescovi di Alba, Fossano e Cuneo.

Dopo questa storia vera, ognuno tragga le proprie conclusioni, e si tenga lontano da certi preti che danneggiano solo la chiesa cattolica.

*** Racconto tratto dal Libro: “La Storia di un Prete Gay – Coperta da Sacerdoti e Vescovi”, distribuito in tutte le librerie e book store del mondo

N.B.: Copia Inviata anche a Papa Francesco.

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