Ogni estate, hotel e b&b Ostuni si riempiono di turisti provenienti da ogni parte d’Italia e non solo, attirati da suggestioni paesaggistiche, arte e dalla prossimità allo splendido mare della costa est. Pochi di essi, però, conoscono l’essenza più ancestrale del luogo, di cui restano tracce abbondanti, tangibili e ricche di suggestioni ataviche.
I messapi a Ostuni
Le prime popolazioni a stanziarsi in Salento e, via via, anche nelle zone più settentrionali della Puglia, furono i Messapi, popolo di nomadi provenienti dall’Illiria o dall’Anatolia che, a partire dal secolo VIII a. C., iniziarono a stanziarsi nella pianura salentina per poi risalire verso il brindisino.
L’attuale città di Ostuni divenne teatro di uno stanziamento messapico alle pendici di una collina, appezzamento scelto dalle tribù perché garantiva protezione e, allo stesso tempo, si colloca nei pressi del mare.
La donna di Ostuni
Uno dei reperti più significativo dei tempi è rappresentato dalla Donna di Ostuni, lo scheletro di una donna di circa 20 anni prossima al parto e del suo feto. Si tratta di un reperto di assoluto valore storico ma, ancor più, una raffigurazione ricca di pathos di quelli che erano i tempi andati, a distanza di millenni da oggi. Lo scheletro è custodito in una zona ribattezzata Ostuni 1 e accoglie, oltre allo scheletro, anche una serie di monili quali selci, denti di cavallo e di bue. La donna è sepolta in posizione rannicchiata e ricoperta da una corona di conchiglie, a testimonianza di come già allora, 28.000 anni fa, le popolazioni preistoriche avessero elaborato un proprio codice funerario e percepissero l’idea di trascendenza.
Il dolmen di Montalbano
A metà strada tra Fasano e Ostuni si colloca il Dolmen di Montalbano, altra testimonianza degli usi più ancestrali che si consumavano nel territorio salentino. Il dolmen, alto circa 145 cm ed è conosciuto anche come Tavola dei paladini. Risalente all’Età del Bronzo, presumibilmente al III-II millennio a. C., il megalite mostra gli usi funerari della popolazione che occupò il terreno all’epoca.