Il nuovo libro di Pietro Greco

Arte e scienza sono la stessa cosa e sono servite all’uomo per comprendere e descrivere il mondo che lo circonda. Sin dai primi disegni rupestri nelle caverne, l’uomo ha mescolato, inconsciamente, arte e scienza. Lasciava le impronte delle mani nella Cueva de las Manos e lo faceva mescolando la fantasia artistica e la scoperta delle polveri che coloravano.

Arte e scienza hanno contribuito all’evoluzione dell’uomo, la curiosità nello scoprire nuovi materiali ed esplorare nuove tecniche hanno stimolato la mente dell’homo.

Homo è anche il titolo dell’ultimo libro di Pietro Greco, giornalista, divulgatore e autore di programmi di divulgazione scientifica. Lo scrittore trascina il lettore in scoperte affascinanti e alcune insospettabili, da far capire alla fine che l’arte si basa sulla visione scientifica del mondo.

Sia gli artisti che gli uomini di scienza, sono obbligati a investigare, a trovare qualcosa di nuovo da comunicare e spesso questi vanno di pari passo. Il mondo razionale della scienza e quello passionale dell’arte che spesso si uniscono dando risultati insospettabili.

Il saggio di Pietro Greco si divide in quattro parti che raccontano:

  • l’arte come frutto della storia, biologica e culturale
  • come e perché arte e scienza procedano spesso (quasi sempre) di pari passo
  • come la scienza diffonda nello spazio delle arti
  • come l’arte diffonda nello spazio delle scienze e diventi essa stessa scienza.

Gli studi musicali che si interfacciano con quelli sulla percezione. La pittura e le regole della simmetria, la fotografia e la matematica con i terzi e la spirale di Fibonacci e tutto partendo dalle pitture rupestri e la chimica dei colori.

Quando si parla di scienza e arte in modo separato, si compie una falsificazione della realtà, scienziati e artisti sono in costante ricerca su come far progredire l’umanità. L’errore che forse si è compiuto negli anni è stato quello di dividere queste due materie.

Molte sculture o dipinti, sono dei chiari segni che l’artista abbia studiato matematica prima di usare martello e scalpello o pennelli e tavolozza. La ricerca della prospettiva nei quadri del quattrocento sono sicuramente l’esempio più lampante e il trattato di Piero della Francesca, la certezza.

Dobbiamo ritornare a pensare alla scienza e all’arte come un’unica cosa, un grande calderone dove poter mettere insieme la chimica e la pittura, la matematica e la scultura, la musica e la psicologia.

Se qualcuno avesse chiesto a Leonardo Da Vinci di scindere le due cose, il genio lo avrebbe fulminato. Forse a delineare nella mente umana, le due materie, sono state le specializzazioni e i metodi educativi moderni.

Il saggio di Pietro Greco è estremamente utile per capire il percorso evolutivo e cognitivo della nostra specie e per cercare di correre ai ripari e ripensare all’unione di scienza e arte.