I mercenari e i militari occidentali al servizio di Kiev

Dopo che è stata svelata l’appartenenza all’ideologia neonazista da parte della milizia più celebre che combatte per il governo di Zelensky, il battaglione Azov, il sipario sui mercenari sembrava ormai calato. Recentemente, però, l’argomento è tornato alla ribalta dopo la scoperta in Campania di una rete di neonazisti che preparavano azioni criminose e che erano collegati a gruppi analoghi che operano in Ucraina. Addirittura parlavano di reclutamento di italiani nelle formazioni tipo Pravyj Sektor e Centuria per andare al fronte contro i russi. Nel frattempo, un cittadino ucraino attivo nel gruppo neonazista in Campania e residente in Italia, è scappato in Ucraina e dunque è irreperibile per le forze dell’ordine.

Le Legione Georgiana

Il gruppo di miliziani più longevo e accanito è la Legione Georgiana, il cui obbiettivo dichiarato, più che la “liberazione” dell’Ucraina, è la “la distruzione di Vladimir Putin”. Attivo già dal 2014, è formato in maggioranza da georgiani, ma vi sono anche stranieri di altre nazionalità, come una cinquantina di britannici. Le dichiarazioni del suo capo e dei suoi componenti sono piuttosto lontane dai “valori europei” che in teoria dovrebbero animare la loro battaglia, almeno secondo quanto raccontato dal mainstream. Lo rivela una recente intervista a Sky News, nella quale il leader Mamuka Mamulashvili spiega che per loro non c’è alcuna differenza fra il governo di Mosca e i cittadini russi, perché sono tutti colpevoli dell’invasione e dell’occupazione: facile immaginare quale sia la conseguenza pratica in caso di cattura di un civile, e infatti la Legione Georgiana è accusata di varie nefandezze. Un suo membro dice: “Sì, uccidere non è una cosa facile per un umano, ma i russi non sono umani”.

I militari della NATO sul territorio ucraino

Negli ultimi anni la NATO ha mandato istruttori e consiglieri militari nell’ambito di accordi di partenariato. In teoria li ha ritirati dal territorio ucraino una volta che le ostilità aperte sono scoppiate al di qua del Donbass, ma sembra sia rimasta a Kiev “una rete clandestina di commando e di spie” per coordinare l’afflusso di armi e dare informazioni di intelligence. Lo dice il New York Times riportando le rivelazioni di ufficiali americani e spiegando che ormai l’Ucraina dipende esclusivamente dagli aiuti occidentali, altrimenti non potrebbe resistere all’onda d’urto dell’esercito russo. E se gli americani ufficialmente hanno mandato via dal territorio ucraino i loro 150 istruttori, sarebbero rimasti sul campo ancora dozzine di unità di commando di Paesi come il Canada, la Francia, la Lituania e il Regno Unito. Il loro compito in sostanza è armare gli ucraini e farli sparare, ma in questo modo li espongono alla rappresaglia russa, con le tragiche conseguenze che sappiamo.

FONTE: https://strumentipolitici.it/quali-sono-i-mercenari-e-i-militari-occidentali-che-ancora-combattono-per-kiev/