I dubbi sulla bomba sporca di Zelensky

Un mese fa Mosca aveva denunciato il rischio che a Kiev stessero pianificando la costruzione di una cosiddetta “bomba sporca”. L’intento ucraino sarebbe quello di farla esplodere per poi accusare la Russia di utilizzo di armi di distruzione di massa. Le successive indagini della missione AIEA (International Atomic Energy Agency) non hanno trovato prove in questo senso, ma restano delle zone d’ombra meritevoli di attenzione.

Le capacità dell’Ucraina

Una “bomba sporca”, detta anche “arma radiologica” (RDD), è un ordigno classico al quale vengono aggiunti materiali radioattivi, destinati a inquinare fortemente l’ambiente intorno all’esplosione. Per costruirla, quindi, servono elementi come l’uranio, non certo semplice da avere, ma nel caso dell’Ucraina non è così: Kiev disporrebbe di nove piscine di combustibile nucleare esaurito che conterrebbero 1500 tonnellate di uranio arricchito. Inoltre, in Ucraina vi sono tre centrali nucleari in funzione, dalle quale possono venire i componenti richiesti. Infine vi sono anche due miniere di minerale di uranio. Dunque, l’Ucraina ha la possibilità tecnica e pratica di fabbricare tale bomba, che rappresenta un ordigno “ideale” per una provocazione. E occorre considerare due eventi che possono essere interpretati come segnali o avvertimenti in questo senso, cioè l’esplosione del ponte di Crimea e quello del Nord Stream.

Le indagini dell’AIEA

La missione dell’Agenzia atomica ha indagato all’Istituto di ricerca nucleare di Kiev e in altri due impianti. Come dichiarato dal suo direttore generale Rafael Grossi, l’Agenzia non ha rilevato alcun segno di attività e materiali nucleari non dichiarati in queste strutture. La denuncia del Cremlino, allora, non dovrebbe avere fondamento. Era una denuncia piuttosto circostanziata sia nei modi che nei tempi, così qualche dubbio rimane. Vi sono infatti dei campionamenti ambientali realizzati dall’AIEA, la quale però non ha divulgato i risultati delle analisi. E, cosa più importante, vi sono altri impianti facilmente utilizzabili dal governo Zelensky con lo scopo di fabbricare una bomba sporca. Zelensky, poi, ha gettato il sasso e nascosto la mano nel momento in cui ha invitato la NATO e tutta la comunità internazionale a rivedere “la procedura per rispondere al possibile uso di armi nucleari da parte della Russia e prevedere attacchi preventivi”.
Fonte: https://strumentipolitici.it/la-bomba-sporca-di-kiev-nessuna-prova-non-fa-una-certezza/